Tra esperienza e responsabilità ai tempi dell’educazione alla cittadinanza globale
I rapidi mutamenti sociali ed economici richiedono di ripensare i modelli educativi tradizionali in un’ottica contemporanea: in questo l’Educazione alla Cittadinanza Globale può fornire gli strumenti adatti per orientarsi.
di Giulia Tagini
Entrare oggi in una scuola significa accedere a un luogo immerso in una tensione silenziosa. Al di fuori delle aule scolastiche il mondo cambia con una velocità sorprendente, mentre all’interno dei contesti educativi tradizionali ci si confronta con concetti che richiedono tempo, osservazione e approfondimento. Questa tensione è evidente tanto agli studenti quanto a organismi internazionali come UNESCO[1] (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), che sottolineano la necessità di ripensare l’istruzione per il XXI secolo[2], rendendola più rilevante rispetto alle sfide contemporanee e ai rapidi mutamenti sociali ed economici, orientandola allo sviluppo di competenze utili per contesti dinamici e complessi. Cambiamento climatico, interdipendenza globale, disuguaglianze crescenti sono temi complessi e cruciali che vanno affrontati con il giusto framework all’interno delle istituzioni scolastiche, per formare cittadini attivi e comunità consapevoli (ne abbiamo già parlato in questo articolo). È in questo quadro che si inserisce la formulazione del concetto di Educazione alla Cittadinanza Globale formulato dall’UNESCO e l’approccio educativo di Humana nei progetti dedicati ai giovani.
Educazione alla Cittadinanza Globale: la chiave per un futuro sostenibile
L’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) dell’UNESCO promuove consapevolezza, responsabilità e partecipazione attiva per costruire società più pacifiche, inclusive e sostenibili, sviluppando competenze critiche e valori come solidarietà ed empatia. A livello mondiale, persistono forti disuguaglianze educative: solo il 44% degli studenti raggiunge la competenza minima in matematica e oltre quattro studenti su dieci non raggiungono gli standard di lettura alla fine della primaria, mentre 272 milioni di bambini risultano ancora fuori dalla scuola[3].
In Italia, l’ECG è riconosciuta come vettore di sostenibilità all’interno della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, che la considera una leva essenziale per integrare la sostenibilità nelle politiche pubbliche. Il recente Piano di Azione Nazionale per l’ECG (PAN-ECG), elaborato con il contributo di ASviS, prevede attività di formazione nelle scuole, università, Comuni ed enti locali perdiffondere i valori dell’Agenda 2030 e rafforzare la cittadinanza globale sul territorio nazionale[4].
Ricerche internazionali mostrano infatti come, pur a fronte di livelli di scolarità adeguati, molti giovani italiani incontrino difficoltà nel trasferire le conoscenze apprese a situazioni reali e complesse. I dati OCSE indicano risultati inferiori alla media in competenze chiave come il problem solving adattativo[5], mentre le indagini sulla Global Competence[6] evidenziano una fragilità nella capacità di collegare questioni globali, esperienza personale e azione consapevole. Questi elementi rafforzano la necessità di un’educazione che integri conoscenza ed esperienza, orientando chi apprende ad abitare il mondo con responsabilità.
Un’educazione che nasce dall’esperienza
È proprio in questo spazio intermedio che prende forma la proposta educativa di Humana People to People: non per rincorrere il mondo, ma per imparare a comprenderlo e a orientarsi al suo interno. L’approccio educativo di Humana affonda le sue radici negli anni Settanta, in Danimarca, con la Travelling Folk High School. Qui il viaggio e l’esperienza diretta erano al centro dell’apprendimento: gli studenti partivano verso Asia, Africa e Sud America non solo per studiare il mondo, ma per incontrarlo davvero, vivere contesti diversi, confrontarsi con culture e situazioni lontane dalla propria quotidianità.
Ancora oggi, l’offerta formativa di Humana mantiene vivo questo approccio: creare contesti educativi significativi, in cui esperienza, riflessione e conoscenza si intrecciano, aiutando chi apprende a sviluppare una visione d’insieme del mondo e del proprio ruolo al suo interno, offrendo strumenti concreti per agire con consapevolezza e responsabilità.
I principi educativi di Humana: una cornice per coniugare teoria e pratica
In questa visione si inseriscono i principi educativi di Humana. Non regole rigide, ma una cornice che guida il lavoro educativo quotidiano, in linea con i principi dell’Educazione alla Cittadinanza Globale.
Per Humana, l’apprendimento prende forma quando teoria e pratica si incontrano in contesti concreti (ne abbiamo parlato anche in relazione ai progetti di Humana Italia nelle scuole e nei nostri orti di comunità). Le conoscenze vengono messe alla prova attraverso l’esperienza diretta, discusse, osservate e rielaborate. Questo intreccio permette di cogliere le connessioni tra fenomeni locali e globali, tra scelte individuali e conseguenze collettive, sviluppando una mobilità cognitiva fondamentale per orientarsi in realtà complesse.
Allo stesso tempo, educare significa entrare in relazione. Nei contesti di Humana si alternano momenti di lavoro condiviso e riflessione individuale, sperimentando la collaborazione senza annullare l’individualità. In questo equilibrio tra autonomia e collettivo, la responsabilità verso sé stessi e verso gli altri diventa parte integrante del percorso di crescita.
Un altro elemento centrale è la motivazione. In Humana non viene stimolata dall’esterno attraverso premi o punizioni, ma nasce quando ciò che si fa ha senso. Quando l’apprendimento è percepito come rilevante e utile, la curiosità e l’impegno emergono in modo naturale, alimentati dalla consapevolezza di comprendere e di saper agire nel mondo.
Comprendere, però, non basta. Per Humana l’educazione è anche immaginazione e azione. È uno spazio in cui sperimentare, sbagliare, ripensare e trasformare le idee in pratiche concrete. In questo processo si sviluppano autonomia, resilienza e capacità di affrontare problemi complessi con creatività e responsabilità.
Infine, educare significa ampliare lo sguardo: riconoscere che ogni punto di vista è parziale, confrontarsi con prospettive diverse e accettare che la conoscenza sia sempre rivedibile. È in questo spazio di esplorazione che nasce la possibilità di agire nel mondo in modo consapevole.
Questa cornice pedagogica guida tutto ciò che Humana fa. Non offre risposte preconfezionate, ma accompagna chi apprende e chi educa nell’esplorazione del presente, in dialogo con le sfide globali evidenziate anche da UNESCO.
Educare oggi non significa semplificare il mondo, ma fornire strumenti concreti per abitarlo pienamente: con attenzione, spirito critico, senso di responsabilità e, perché no, un pizzico di coraggio.
[1] https://www.unesco.it/it/news/cose-lunesco/
[2] Rethinking education: towards a global common good?https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000232555
[3] Data for the sustainable development goals: https://www.uis.unesco.org/en; https://databrowser.uis.unesco.org/
[4] https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-17073/un-piano-dazione-per-leducazione-alla-cittadinanza-globale-vettore-di-sostenibilita
[5] OCSE, Survey of Adult Skills – PIAAC, 2023
[6] OCSE, PISA Global Competence Framework, 2022