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In occasione della Conferenza globale sul clima (COP 25), in programma dal 2 al 13 dicembre a Madrid, anche una delegazione di HUMANA, composta da tre colleghi esperti sul campo e studiosi dei cambiamenti climatici e di agricoltura sostenibile prenderanno parte alla Blue Zone, la sezione amministrata delle Nazioni Unite. In questa prestigiosa cornice, si svolgeranno anche due incontri fra le parti, nell’ambito del Protocollo di Kyoto (CMP15) e del Trattato di Parigi (CMA2).
In particolare, martedì 3 dicembre Humana Spain presenterà il nuovo e innovativo progetto “De-carbonization in Chinese schools: a replicable and innovative example”, che sarà avviato in Cina dal gennaio 2020.

HUMANA, inoltre, parteciperà a due convegni e presenterà i risultati dei propri progetti di agricoltura sostenibile, sostegno e formazione dei piccoli agricoltori (Farmers’ Club):

COP25

L’accesso all’acqua potabile e pulita è un diritto umano e i governi hanno la responsabilità di fornire ai propri cittadini acqua sicura, pulita e gratuita” sottolinea David Kerkhofs, Coordinatore del Programma per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Federazione HUMANA People to People nell’articolo qui disponibile.
Eppure, questa è una realtà ancora lontana in molte nazioni.

Le più grandi città del mondo stanno vivendo oggi una grave carenza idrica ed entro il 2025, metà della popolazione globale vivrà in zone dove l’acqua potabile è scarsa.
Nell’ultimo decennio sono stati fatti importanti passi in avanti per migliorare la situazione, ma ancora 2,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua. Sebbene questa appaia in abbondanza sul nostro “pianeta blu”, solo lo 0,014% è potabile e facilmente accessibile. Una risorsa preziosa, che consumiamo ancora troppo e senza criterio.

La maggior parte dei finanziamenti per l’accesso a fonti di acqua potabile è inoltre controllata da governi, dalle banche e da grandi imprese. Il ruolo e l’importanza della società civile non sono, ancora una volta, riconosciute. Soltanto il lavoro diretto e il coinvolgimento delle comunità locali può però portare risultati concreti: ne è un esempio il progetto C-WASH, implementato da HUMANA in 4 distretti in Zimbabwe e presentato la scorsa settimana in occasione della World Water Week a Stoccolma.
C-WASH si basa sul principio secondo il quale le sole infrastrutture non sono sufficienti per migliorare la salute e l’igiene; genere, cultura e relazioni sociali sono tutte questioni che devono essere affrontate per ottenere cambiamenti comportamentali, incoraggiare la mobilitazione collettiva e garantire risultati a lungo termine. Il progetto ha permesso di ripristinare 237 pozzi idrici, di installare 90 nuove pompe per l’acqua e di costruire 350 abbeveratoi per gli animali, con un impatto positivo per 53.000 persone.

Affinché sia possibile raggiungere l’Obiettivo 6 di Sviluppo Sostenibile (SDG6) è quindi essenziale che la comunità globale si unisca per compiere passi coraggiosi e radicali, per assicurare il consumo sostenibile, nonché la protezione e la conservazione delle scarse risorse, coinvolgendo tutte le parti interessate. La creazione di servizi idrici sostenibili di proprietà della comunità può avere, in questo senso, un impatto ampiamente positivo sulle condizioni di vita per i gruppi vulnerabili.

Leggi qui l’articolo completo.

Il ciclone Idai, che nei giorni scorsi ha colpito Mozambico, Malawi e Zimbabwe, è secondo le Nazioni Unite “uno dei più gravi disastri ambientali dell’emisfero meridionale“.

Tra le zone più duramente colpite sono i distretti di Manica, Sofala, Zambesia e la provincia di Tete in Mozambico. La città di Beira, in particolare, è stata completamente distrutta dalla tempesta e dall’onda di piena provocata dalla rottura di una diga: è senza elettricità e la maggior parte della popolazione è stata evacuata o ha perso la propria casa. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio, così come il calcolo dei danni e l’impatto sui progetti gestiti da ADPP Mozambique, consorella di HUMANA in Africa.

Proprio in questa zona sorgeva la scuola di formazione magistrale di Nhamatanda, una scuola d’eccellenza che in oltre 20 anni ha permesso a 1.457 studenti di diplomarsi. Fortunatamente l’intero staff e i 350 studenti della scuola sono stati evacuati in tempo e ne sono usciti illesi, tuttavia l’edificio è stato completamente distrutto.

La ricostruzione sarà avviata il prima possibile: servono i materiali e le forze per poter ripartire e restituire agli studenti una scuola accogliente e sicura che gli permetta di continuare a credere in un futuro migliore.

Il tuo contributo è fondamentale, aiutaci ora!
Grazie alla tua generosità riusciremo a ricostruire la scuola di Nhamatanda.

PARTECIPA ALLA CAMPAGNA SU RETE DEL DONO https://www.retedeldono.it/progetti/humana-people-to-people-italia/aiutaci-a-ripartire-dopo-il-ciclone-idai

Puoi donare anche tramite bollettino postale al CCP 435 222 00 o bonifico bancario  sull’IBAN IT03Q 03359 01600 100000011255, intestato a HUMANA People to People Italia ONLUS, indicando nella causale di versamento “Ciclone Idai”.

Da quest’anno, e per la prima volta, HUMANA Italia inizia a collaborare anche con HUMANA Brasile, a sostegno del progetto “Bambà: la forza delle donne Quilombola” nella regione di Recôncavo. Un risultato importante, ottenuto anche grazie a un finanziamento del Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo.

Il progetto, della durata di 18 mesi, è rivolto principalmente a 50 donne Quilombola, discendenti degli schiavi africani e fra i gruppi più emarginati del Paese (il 75% vive in povertà). A causa delle condizioni di isolamento e dell’assenza di conoscenze sulle tecniche agricole sostenibili, la produttività delle colture delle comunità Quilombola è molto bassa, aggravando così la già pesante condizione di povertà delle famiglie. Sono soprattutto le donne a scontrarsi con un sistema agricolo limitato. Per rispondere a questo bisogno, da gennaio 2019 HUMANA ha avviato questo progetto sul modello del Farmers’ Club, con gli obiettivi di:

Il nome del progetto, inoltre, non è scelto a caso: il termine brasiliano “Bambà” indica il sedimento dell’olio di palma (frutto tra i più noti e diffusi nel Paese dell’America Latina) e simbolo stesso della resistenza di questa pianta, del Brasile e di questa comunità emarginata e resiliente.

Dal 2 al 14 dicembre 2018, una delegazione della Federazione HUMANA People to People prenderà parte a COP24, la Conferenza delle Parti nata nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite, che si tiene a Katowice (Polonia).
Un momento importante di condivisione delle decisioni prese a livello globale per contrastare l’aumento delle temperature e mitigare gli effetti, sempre più devastanti per il pianeta, dei cambiamenti climatici già in atto.

Il Report 2018 dell’ICPP (Intergovernamental Panel on Climate Change) sottolinea, infatti, come un aumento delle temperature di 1,5° rispetto al periodo pre-industriale ridurrebbe, nei prossimi anni, l’accesso alle risorse idriche per circa 496 milioni di persone, causerebbe forti inondazioni in prossimità delle coste, con il rischio concreto di veder scomparire intere città. Ondate di caldo, inoltre, potrebbero portare alla morte di 83.000 persone ogni anno e, soprattutto in Africa, si assisterebbe a un calo drastico delle colture e della produttività dei terreni. Una situazione che impone, dunque, azioni concrete e una forte presa di posizione a livello mondiale.

HUMANA, che da sempre lavora fianco a fianco con le comunità più vulnerabili, è attiva con progetti dedicati alle energie rinnovabili e all’agricoltura sostenibile, grazie anche alla formazione dei contadini su tecniche di preservazione delle scarse risorse idriche, di differenziazione delle colture e di gestione dei terreni.
Anche in futuro, il nostro impegno in questo senso sarà massimo.