{"id":962,"date":"2025-09-25T10:27:33","date_gmt":"2025-09-25T10:27:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=962"},"modified":"2025-12-04T14:16:01","modified_gmt":"2025-12-04T14:16:01","slug":"tagli-degli-aiuti-e-nuove-sfide-per-la-cooperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/tagli-degli-aiuti-e-nuove-sfide-per-la-cooperazione\/","title":{"rendered":"Tagli degli aiuti e nuove sfide per la cooperazione"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>La drastica riduzione dei finanziamenti al settore della cooperazione e dello sviluppo rischia di mettere a repentaglio centinaia di programmi destinati alla tutela della salute, dell&#8217;istruzione e in generale dello sviluppo delle popolazioni pi\u00f9 fragili. <\/strong><\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>di Rebecca Pezzotti<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2025 ha visto una significativa diminuzione dei finanziamenti internazionali destinati all\u2019aiuto umanitario e allo sviluppo. Nell\u2019ultimo anno infatti, sono state registrate <strong>grandi riduzioni sia nei contributi bilaterali<\/strong>, ovvero le risorse messe a disposizione dai singoli governi, (tra cui ci sono diversi paesi europei come Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito \u2013 <strong>sia nei finanziamenti multilaterali<\/strong> come i fondi erogati da diverse agenzie delle Nazione Unite, fondi globali, etc. Questa riduzione \u00e8 legata a una combinazione di fattori: <strong>le crisi economiche e l\u2019inflazione hanno ridotto la capacit\u00e0 fiscale nei Paesi donatori<\/strong>, mentre il cambiamento delle priorit\u00e0 nelle loro politiche interne li ha spinti a <strong>riassegnare risorse verso sicurezza e welfare domestico<\/strong>. Allo stesso tempo, l\u2019alto debito pubblico, la \u201cdonor fatigue\u201d dovuta alla proliferazione di crisi globali e una crescente revisione critica del ruolo degli aiuti \u2013 spesso subordinati agli interessi nazionali \u2013 hanno ulteriormente ridimensionato i fondi disponibili, con <strong>conseguenze dirette sui Paesi e le categorie di popolazione pi\u00f9 vulnerabili.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019assistenza umanitaria, l\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) stima che <strong>i fondi ricevuti per il 2025 rappresentino soltanto il 23% dell\u2019obiettivo prefissato<\/strong> (circa 2,4 miliardi di dollari ricevuti sui 10,6 miliardi necessari)<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Questo ha ridotto fortemente e ridurr\u00e0 ulteriormente la capacit\u00e0 del settore umanitario di rispondere in maniera tempestiva ed adeguata alle emergenze. Ad oggi infatti, l\u2019UNHCR stima che 11,6 milioni di rifugiati e sfollati siano a rischio di esclusione dal ricevere assistenza umanitaria &#8211; con gravi implicazioni a livello sociale, educativo e sanitario<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impatto negativo<\/strong> della riduzione dei finanziamenti non si \u00e8 registrato solo <strong>nel settore umanitario ma anche in quello dello sviluppo<\/strong>. Nel 2025, l\u2019UNICEF ha visto una diminuzione del 24% dei fondi destinati all\u2019educazione rispetto al 2023. Questi fondi sono vitali per fornire alcuni servizi essenziali all\u2019interno delle scuole, come i programmi di alimentazione scolastica. Attraverso il programma, milioni di studenti ricevono spesso quello che \u00e8 l\u2019unico pasto adeguato e bilanciato della loro giornata. La cancellazione di questo e altri servizi ha portato e porter\u00e0 <strong>a un declino della qualit\u00e0 dell\u2019educazione ricevuta per almeno 290 milioni di bambini a livello mondiale<\/strong>, con fino a <strong>sei milioni in pi\u00f9 di bambini che potrebbero non frequentare la scuola entro il 2026<\/strong><a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Di questi, 1.9 milioni sarebbero in Africa occidentale e centrale<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Per quanto riguarda la nutrizione e la salute, le riduzioni del budget dedicato minacciano servizi primari per gravidanze, cure pediatriche, la salute riproduttiva e prevenzione, screening e cura di malattie come tubercolosi e HIV\/AIDS ma anche della malnutrizione. Secondo le stime di UNAIDS, i prossimi anni vedranno una <strong>capacit\u00e0 fortemente limitata degli Stati dell\u2019Africa subsahariana di fornire questi servizi \u2013 in particolare quelli legati alla prevenzione e al trattamento del HIV\/AIDS<\/strong><a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Nell\u2019area pi\u00f9 colpita al mondo da questa malattia, questo rischierebbe di tramutarsi in un rallentamento significativo nel raggiungimento dei target prefissati per la riduzione delle nuove infezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la tendenza non verr\u00e0 invertita, <strong>gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile rischiano di restare fuori portata, soprattutto in regioni gi\u00e0 fragili come l\u2019Africa subsahariana<\/strong>. Se prolungata infatti, la chiusura di strutture sanitarie e i tagli alla nutrizione infantile risulteranno in un aumento di malattie e malnutrizione, mentre la sospensione di programmi educativi e di protezione miner\u00e0 ulteriormente l\u2019accesso all\u2019istruzione e la tutela dei pi\u00f9 vulnerabili. Queste interruzioni faranno perdere capitale umano e <strong>renderanno Paesi gi\u00e0 vulnerabili ancora pi\u00f9 esposti a crisi future<\/strong>, con conseguenze ed effetti ancora pi\u00f9 devastanti &#8211; con il rischio di compromettere gravemente i loro processi di sviluppo. La prestigiosa rivista medica The Lancet stima che i tagli apportati ai fondi per lo sviluppo porterebbero a una riduzione delle cure mediche e aiuti alimentari tale da provocare oltre 14 milioni di morti evitabili entro il 2030, 4,5 milioni dei quali bambini<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare questo scenario, serve un <strong>rinnovato impegno politico da parte dei donatori<\/strong>, capace di garantire risorse stabili e prevedibili nel tempo, e parallelamente \u00e8 necessario <strong>rafforzare le capacit\u00e0 locali<\/strong>, affinch\u00e9 i paesi partner possano sostenere in autonomia i propri sistemi sanitari, educativi e produttivi. In questo contesto, <strong>Humana People to People<\/strong> continua a collaborare con le comunit\u00e0 attraverso i suoi progetti gi\u00e0 radicati nelle realt\u00e0 locali: rafforzando i sistemi sanitari di base con programmi di prevenzione e cura dell\u2019HIV, della malaria e della tubercolosi; supportando la sicurezza alimentare con iniziative di agricoltura sostenibile e formazione dei piccoli agricoltori; promuovendo l\u2019accesso all\u2019istruzione e lo sviluppo di competenze per i giovani; e creando reti di resilienza comunitaria capaci di rispondere a crisi climatiche ed economiche. <strong>Lavorando fianco a fianco con le comunit\u00e0, Humana costruisce soluzioni durature<\/strong> che riducono la dipendenza dagli aiuti esterni e rendono le comunit\u00e0 protagoniste del proprio sviluppo sostenibile nel corso del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, in un contesto in cui la dipendenza da fondi pubblici internazionali si dimostra sempre pi\u00f9 fragile, anche le <strong>aziende possono svolgere un ruolo cruciale come donatori<\/strong>: non si tratta solo di compensare un vuoto economico, ma di cogliere l\u2019occasione per ridefinire il <strong>rapporto tra profit e non profit<\/strong>, e soprattutto introdurre nuovi modelli pi\u00f9 resilienti e orientati a un impatto sociale sostenibile, attraverso donazioni strategiche e collaborazioni strutturate. Le imprese possono offrire risorse finanziarie, ma anche competenze manageriali, infrastrutturali, tecnologiche, creando <strong>partnership con le ONG<\/strong> per innovare il fundraising e migliorare l\u2019efficacia operativa. Possono dunque contribuire a un cambio di paradigma: da finanziamenti vincolati e di breve periodo verso progetti a lungo termine, basati su fiducia, trasparenza e investimenti che mantengano continuit\u00e0 anche nei momenti di crisi. Con queste premesse, la <strong>responsabilit\u00e0 sociale<\/strong> pu\u00f2 diventare un motore strategico per l\u2019innovazione del Terzo Settore, offrendo alle aziende un ruolo chiave nel ripensare il futuro della solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.unhcr.org\/news\/briefing-notes\/unhcr-funding-cuts-bite-some-11m-people-are-losing-aid\">https:\/\/www.unhcr.org\/news\/briefing-notes\/unhcr-funding-cuts-bite-some-11m-people-are-losing-aid<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ibidem<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/news.un.org\/en\/story\/2025\/09\/1165764\">https:\/\/news.un.org\/en\/story\/2025\/09\/1165764<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Ibidem<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a><a href=\"https:\/\/www.unaids.org\/en\/resources\/presscentre\/pressreleaseandstatementarchive\/2024\/september\/20240919_debt\">https:\/\/www.unaids.org\/en\/resources\/presscentre\/pressreleaseandstatementarchive\/2024\/september\/20240919_debt<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(25)01186-9\/fulltext\">https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(25)01186-9\/fulltext<\/a>  <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La drastica riduzione dei finanziamenti al settore della cooperazione e dello sviluppo rischia di mettere a repentaglio centinaia di programmi destinati alla tutela della salute, dell&#8217;istruzione e in generale dello sviluppo delle popolazioni pi\u00f9 fragili. di Rebecca Pezzotti Il 2025 ha visto una significativa diminuzione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":964,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-962","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agenda-2030"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=962"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/962\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1040,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/962\/revisions\/1040"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}