{"id":453,"date":"2021-10-28T10:36:44","date_gmt":"2021-10-28T10:36:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=453"},"modified":"2022-03-23T11:59:19","modified_gmt":"2022-03-23T11:59:19","slug":"cop26-lultima-speranza-per-il-nostro-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/cop26-lultima-speranza-per-il-nostro-pianeta\/","title":{"rendered":"COP26, l&#8217;ultima speranza per il nostro pianeta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mancano pochi giorni alla COP26: la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. L\u2019incontro avr\u00e0 inizio il 31 ottobre a Glasgow e riunir\u00e0 tutti i principali leader mondiali per valutare le misure adottate dai diversi Stati membri per ridurre le emission di gas serra. Tra le varie organizzazioni non governative che potranno partecipare in qualit\u00e0 di osservatrici, ci sar\u00e0 anche la Federazione Humana People to People, per rappresentare quelle comunit\u00e0 che hanno meno contribuito al cambiamento climatico ma ne stanno pagando il prezzo pi\u00f9 alto<strong>.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Federico Turchetti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancano pochi giorni all\u2019inizio della <strong>COP26 di Glasgow<\/strong>, la ventiseiesima Conference of the Parties della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) che si terr\u00e0 nella citt\u00e0 scozzese <strong>dal 31 ottobre al 12 novembre 2021<\/strong>. Tra le organizzazioni non governative che parteciperanno in qualit\u00e0 di osservatrici ci sar\u00e0 anche la <strong>Federazione Humana People to People<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La COP di quest\u2019anno sar\u00e0 ospitata e organizzata dal <strong>governo britannico<\/strong>, in collaborazione con quello italiano, e formalmente rappresenta il rinvio dell\u2019edizione che si sarebbe dovuta tenere nel novembre 2020. Nell\u2019ambito della UNFCCC, nota in italiano come <em>Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite<\/em> e approvata nel corso del Summit della Terra di Rio de Janeiro del 1992,<strong> la COP si riunisce ogni anno in Germania o in localit\u00e0 proposte dai suoi membri<\/strong>, a meno che questi non decidano altrimenti come avvenuto l\u2019anno scorso a causa delle difficolt\u00e0 logistiche e organizzative poste dalla pandemia di COVID-19. La COP costituisce <strong>il pi\u00f9 importante organo decisionale<\/strong> <strong>della UNFCCC<\/strong> nonch\u00e9 l\u2019occasione in cui i suoi 197 membri (196 Paesi e l\u2019Unione Europea) revisionano e prendono formalmente decisioni riguardo alla sua implementazione. Dal momento che l\u2019obiettivo principale della <em>Convenzione quadro<\/em> \u00e8 quello di stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell\u2019atmosfera ad un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico, un compito fondamentale della COP \u00e8 quello di <strong>revisionare le comunicazioni nazionali e gli inventari delle emissioni di gas serra presentati dai suoi membr<\/strong>i. Alla luce di quanto emerge da questo esercizio, la COP \u00e8 cos\u00ec in grado di<strong> valutare l\u2019effetto delle misure adottate dai diversi Stati membri<\/strong> e di <strong>tener traccia del progresso<\/strong> verso gli obiettivi stabiliti dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso dei ventisei anni che vanno dalla prima COP tenutasi a Berlino nel marzo 1995 ad oggi, sono stati raggiunti degli importanti obiettivi in termini di impegni vincolanti formalizzati in trattati internazionali. I due trattati internazionali principali prodotti nell\u2019ambito delle COP sono il <strong>Protocollo di Kyoto del 1997 <\/strong>(COP3) e l\u2019<strong>Accordo di Parigi<\/strong> del 2015 (COP21). Quest\u2019ultimo, adottato da 196 membri della UNFCCC ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, ha tra gli obiettivi quello di <strong>mantenere l\u2019aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli pre-industriali <\/strong>(periodo che va dal 1850 al 1900) ben al di sotto dei 2\u00b0C, e idealmente di limitare questo aumento medio delle temperature a 1,5\u00b0C, considerato questo il limite desiderabile in grado di <strong>prevenire gli effetti pi\u00f9 negativi del cambiamento climatico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come recentemente ribadito da<strong> Alok Sharma<\/strong>, membro del Parlamento britannico e <strong>presidente della COP26<\/strong>, la conferenza di Glasgow avr\u00e0 un compito ancor pi\u00f9 difficile di quello della COP21. Se infatti l<strong>\u2019Accordo di Parigi <\/strong>ha rappresentato un\u2019importantissima svolta in termini di impegni di carattere generale presi dai membri della UNFCCC (dimostrata ad esempio dalle <em>Intended Nationally Determined Contributions <\/em>&#8211; INDC dichiarate nella fase preparatoria della COP21 e dal successivo impegno di dichiarare le NDC future), <strong>molte delle questioni e dei dettagli pi\u00f9 difficili sono stati lasciati a negoziazioni future<\/strong>. Inoltre, le NDC dichiarate dall\u2019Accordo di Parigi ad oggi non sono considerate sufficientemente ambiziose per prevenire un innalzamento delle temperature maggiore di 1,5\u00b0C e <strong>il panorama geopolitico \u00e8 profondamento cambiato<\/strong> sia a causa della pandemia sia a causa dei rapporti non certo idilliaci tra la nuova amministrazione americana e la Cina. \u00c8 anche importante tenere a mente che le numerose problematiche che la COP26 dovr\u00e0 cercare di risolvere <strong>non riguardano solamente la componente di <em>mitigazione<\/em> del cambiamento climatico <\/strong>(ovvero ridurre le emissioni antropogeniche di gas serra, o aumentarne l\u2019assorbimento, al fine di limitare il riscaldamento globale), ma includono la <strong>necessit\u00e0 di prendere concreti e ambiziosi impegni per migliorare le capacit\u00e0 di adattamento agli effetti del cambiamento climatico in corso<\/strong>, una necessit\u00e0 gi\u00e0 affrontata dall\u2019Accordo di Parigi del 2015 e che dovr\u00e0 essere adeguatamente considerata a Glasgow.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 soprattutto intorno alla questione del rafforzamento delle <strong>capacit\u00e0 di adattamento delle comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili<\/strong> agli effetti del cambiamento climatico che si concentrer\u00e0 la partecipazione della Federazione Humana People to People alla COP26. Negli ultimi anni i membri della Federazione si sono infatti concentrati molto su <strong>progetti in grado di rendere le comunit\u00e0 locali di diversi Paesi in Via di Sviluppo <\/strong>(Angola, Namibia, Zimbabwe, Mozambico, Guinea-Bissau e altri) <strong>pi\u00f9 resilienti agli effetti negativi del cambiamento climatico<\/strong>, i quali danneggiano in particolar modo il settore agricolo e gli agricoltori su piccola scala. Fortunatamente questo tema \u00e8 riconosciuto come fondamentale dal governo britannico e sar\u00e0 un <strong>elemento di spicco della COP26<\/strong>. Per Humana People to People, la conferenza sar\u00e0 quindi un\u2019occasione per incontrare diverse istituzioni e donatori internazionali con i quali collabora (Adaptation Fund, Green Climate Fund, Unione Europea, Sahara and Sahel Observatory ecc.) e soprattutto per rappresentare al meglio le<strong> istanze di quelle comunit\u00e0 che hanno contribuito meno al cambiamento climatico ma ne stanno pagando il prezzo pi\u00f9 alto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Letture consigliate:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li>Climate Change. A very short introduction (4<sup>th<\/sup> edition), Mark Maslin, Oxford University Press 2021.<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/wg1\/\u00f9\">https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/wg1\/\u00f9<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/unfccc.int\/topics\/adaptation-and-resilience\/the-big-picture\/what-do-adaptation-to-climate-change-and-climate-resilience-mean#eq-1\">https:\/\/unfccc.int\/topics\/adaptation-and-resilience\/the-big-picture\/what-do-adaptation-to-climate-change-and-climate-resilience-mean#eq-1<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/openknowledge.worldbank.org\/bitstream\/handle\/10986\/36332\/9781464818059.pdf?sequence=10&amp;isAllowed=y\">https:\/\/openknowledge.worldbank.org\/bitstream\/handle\/10986\/36332\/9781464818059.pdf?sequence=10&amp;isAllowed=y<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.undp.org\/sites\/g\/files\/zskgke326\/files\/undp\/library\/Climate%20and%20Disaster%20Resilience\/Climate%20Change\/CCA-Africa-Final.pdf\">https:\/\/www.undp.org\/sites\/g\/files\/zskgke326\/files\/undp\/library\/Climate%20and%20Disaster%20Resilience\/Climate%20Change\/CCA-Africa-Final.pdf<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.adaptation-fund.org\/project\/angola-and-namibia-resilience-building-as-climate-change-adaptation-in-drought-struck-south-western-african-communities\/\">https:\/\/www.adaptation-fund.org\/project\/angola-and-namibia-resilience-building-as-climate-change-adaptation-in-drought-struck-south-western-african-communities\/<\/a><\/li><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mancano pochi giorni alla COP26: la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. 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