{"id":350,"date":"2021-08-25T10:20:00","date_gmt":"2021-08-25T10:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=350"},"modified":"2022-03-23T12:09:02","modified_gmt":"2022-03-23T12:09:02","slug":"il-jeans-ancora-una-volta-icona-del-cambiamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/il-jeans-ancora-una-volta-icona-del-cambiamento\/","title":{"rendered":"Il jeans, ancora una volta, icona del cambiamento"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il jeans ha un fascino intramontabile, tuttavia non bisogna dimenticare che genera un impatto ambientale importante. Per ridurlo, si fanno strada diversi progetti sui fronti del design e del riciclo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Redazione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo occidentale, il&nbsp;<strong>jeans<\/strong>&nbsp;\u00e8 sicuramente il capo pi\u00f9 iconico nel settore tessile e nella moda in generale. Il pi\u00f9 versatile e anche il pi\u00f9 controverso, quando si parla delle sue origini.&nbsp;<strong>Il primo tessuto \u201cblue jeans\u201d pare sia stato realizzato in una fabbrica manifatturiera di N\u00eemes, in Francia<\/strong>: da qui si pensa derivi la parola denim, ma c\u2019\u00e8 ancora molto dibattito in materia. Ci sono, infatti, testimonianze ben pi\u00f9 antiche, come alcune statuine di presepe tardo settecentesche conservate al Museo Civico Luxoro di Genova, che sembrano documentare come il jeans fosse comunemente utilizzato per confezionare gli abiti da lavoro e da festa gi\u00e0 all\u2019epoca. Addirittura, i pantaloni indossati da Giuseppe Garibaldi quando part\u00ec nel 1860 alla volta di Marsala erano di fustagno blu, probabilmente anch\u2019essi un\u2019anticipazione del tessuto attuale<sup>1<\/sup>. In ogni caso, il primo jeans come lo intendiamo oggi viene ufficialmente riconosciuto&nbsp;<strong>nel 1873 con il brevetto depositato da Jacob Davis e Levi Strauss<\/strong>&nbsp;e la creazione del modello classico del pantalone con la rivettatura in metallo, adottato poi dai minatori e cercatori d\u2019oro dell\u2019America dei primi del \u2018900. Da l\u00ec il jeans si fece rapidamente strada entrando nell\u2019immaginario collettivo attraverso i film western e subito dopo negli armadi dei giovani e di chi voleva affermare il proprio spirito \u201cribelle\u201d, fino a diventare un\u2019ispirazione anche per le prestigiose e patinate case di haute couture. Proprio in questi giorni,&nbsp;<strong>dal 2 al 6 settembre a Genova, si terr\u00e0 la prima edizione di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.genovajeans.it\/\">Genova Jeans<\/a><\/strong>: un\u2019occasione per rendere omaggio a questo simbolo della moda e allo stesso tempo scoprire di pi\u00f9 sui progetti per rendere questo materiale pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto il suo fascino resti inalterato, infatti, non si pu\u00f2 dimenticare che<strong>&nbsp;la materia prima con cui \u00e8 prodotto il jeans \u00e8 il cotone, che ha un altissimo impatto ambientale<\/strong>&nbsp;in termini di coltivazione e lavorazione con l\u2019utilizzo di pesticidi, acqua ed energia.&nbsp;&nbsp;A questo si aggiunge la fase post-consumo che, purtroppo, vede ancora la maggior parte di capi destinati allo smaltimento, con una&nbsp;<strong>percentuale bassissima di&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilblogdihumana.blogspot.com\/2021\/07\/leco-design-nel-tessile.html\">riutilizzo e riciclo<\/a>.<\/strong><br>Ci sono tuttavia segnali positivi che testimoniano un\u2019attenzione crescente a questo tema da parte di case di moda e produttori, che sempre pi\u00f9 si stanno impegnando per proporre soluzioni alternative al modello di economia lineare che ha caratterizzato l\u2019era del consumismo sfrenato. Ancora una volta,&nbsp;<strong>Ellen MacArthur Foundation<\/strong>&nbsp;\u00e8 capofila di un ambizioso progetto che ha coinvolto nomi importanti del settore per ripensare la creazione, la produzione, la fruizione e il fine vita del jeans.&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/ellenmacarthurfoundation.org\/the-jeans-redesign\">The Jeans Redesign<\/a>&nbsp;parte da una serie di linee guida che hanno l\u2019obiettivo di creare un prodotto secondo un modello di economia circolare<\/strong>, riducendone cos\u00ec l\u2019impatto ambientale. Numerosi sono gli spunti che emergono nell\u2019analisi teorica e ancor pi\u00f9 interessante \u00e8 vedere quali soluzioni (e quali ostacoli) si sono delineati nei progetti realizzati dalle 72 aziende che hanno per ora aderito al progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riutilizzo del jeans \u00e8 stato al centro di&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.humanaitalia.org\/ricucito\/\">RicuciT\u00d2<\/a>, un piccolo ma articolato progetto<\/strong>&nbsp;pilota realizzato dalla nostra organizzazione nel 2019 grazie a un bando finanziato dalla Citt\u00e0 di Torino: partendo dai jeans donati a Humana People to People Italia e non pi\u00f9 indossabili, sono stati creati dei nuovi prodotti poi commercializzati nei negozi Humana Vintage e Humana Second Hand della citt\u00e0. Un progetto&nbsp;<strong>importante anche dal punto di vista sociale,<\/strong>&nbsp;poich\u00e9 ha coinvolto alcune realt\u00e0 locali come la Sartoria Sociale Il Gelso e il laboratorio della Casa Circondariale Lorusso e Cotugno, oltre alla Cooperativa Occhio del Riciclone.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente, a tendere,&nbsp;<strong>l\u2019obiettivo \u00e8 quello di partire dal design stesso del prodotto<\/strong>, per rendere il jeans pi\u00f9 durevole, creato per essere riutilizzato al 100% e prodotto con materiali sicuri e riutilizzabili, con un impatto minimo sull\u2019ambiente. Ma cosa fare con le tonnellate di jeans gi\u00e0 in circolazione? Su questo doppio binario sta lavorando da tempo&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/www.candianidemin.it\/\">Candiani<\/a>, prestigiosa azienda italiana che dagli anni \u201980 si \u00e8 convertita a nuove politiche attente all\u2019ambiente<\/strong>. Da un lato, con il lancio del nuovo tessuto Coreva\u2122 (il primo denim stretch compostabile che sostituisce il sintetico con filati di gomma)&nbsp;<strong>l\u2019azienda apre nuove frontiere al design del prodotto<\/strong>, partendo una materia prima rivoluzionaria; dall\u2019altro, con il neo nato \u201cPCR program\u201d,&nbsp;<strong>valorizza il riciclo del denim gi\u00e0 in circolazione<\/strong>: grazie alla collaborazione con Humana People to People Italia e con Filatura Astro, ha infatti avviato la produzione di un tessuto che contiene una percentuale di fibra riciclata da denim post-consumo (Post Consumer Recycled).<\/p>\n\n\n\n<p>Le opzioni quindi non sembrano mancare e una richiesta sempre pi\u00f9 importante da parte del consumatore di politiche sostenibili da parte delle aziende \u00e8 un driver cruciale perch\u00e9 sempre pi\u00f9 brand indirizzino i propri investimenti in questa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>1 <\/sup>La storia del jeans <a href=\"http:\/\/www.genovajeans.it\/storia\/\">www.genovajeans.it\/storia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il jeans ha un fascino intramontabile, tuttavia non bisogna dimenticare che genera un impatto ambientale importante. 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