{"id":310,"date":"2019-03-14T15:23:00","date_gmt":"2019-03-14T15:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=310"},"modified":"2022-03-23T14:09:41","modified_gmt":"2022-03-23T14:09:41","slug":"ilenia-ci-racconta-il-suo-mozambico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/ilenia-ci-racconta-il-suo-mozambico\/","title":{"rendered":"Ilenia ci racconta il suo Mozambico!"},"content":{"rendered":"\n<p>Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>Ho chiesto ad Ilenia, ex volontaria\u00a02017, di raccontarmi la sua esperienza in Mozambico, nel progetto \u201cvacanze solidali\u201d. Ecco la sua testimonianza!<br>\u201cCosa posso dire del mio viaggio in Mozambico? Mi riesce difficilissimo provare a descrivere\u00a0tutto quel che ho vissuto, sicuramente posso affermare di\u00a0aver provato emozioni inenarrabili e soddisfazioni personali che non mi aspettavo. Vorrei fare un passo indietro per provare a spiegarti meglio. Sette anni fa, l&#8217;anno del mio diploma, dopo aver conosciuto un medico che operava in Africa tramite un&#8217;altra associazione di volontariato, mi era venuta voglia di partire. Pensavo ad un viaggio post maturit\u00e0, andando a fare del volontariato in Zambia per tre mesi. Purtroppo, essendo\u00a0giovane e ancora alle dipendenze dei miei genitori, non\u00a0sono riuscita convincerli a lasciarmi partire. Circa un anno fa, parlando al telefono con il mio migliore amico delle nostre potenziali vacanze estive, salta fuori l\u2019idea di vacanza solidale in Mozambico con Humana ed iniziano a brillarmi gli occhi. Mi sono\u00a0immediatamente innamorata dell&#8217;idea nonostante le tante perplessit\u00e0.\u00a0Non avevo mai fatto un viaggio cos\u00ec importante, lungo e impegnativo prima di allora&#8230; Pensa, non avevo nemmeno il passaporto.\u00a0Non avevo mai pensato alla possibilit\u00e0\u00a0di fare due\u00a0<em>sole<\/em>\u00a0settimane in Africa, mi ero quasi rassegnata al fatto che ormai avessi perso la mia occasione. Avevo sempre pensato di dover andare l\u00ec almeno per tre mesi e visto che ormai\u00a0lavoravo, sapevo non sarebbe pi\u00f9 accaduto.<br>Vivevo a Torino e con i miei turni mi era impossibile partecipare alle riunioni di Humana a Milano, ma decisi lo stesso di fare i biglietti (insieme a Vincenzo, il mio principale compagno di viaggio) e partire con il terzo gruppo (30 luglio &#8211; 13 agosto).\u00a0Avendo mancato tutte le\u00a0riunioni fatte a Milano, rimanevo un po&#8217; con l&#8217;ansia di questo viaggio di cui non sapevo quasi nulla. Venni per\u00f2 contattata da Humana, che mi propose un incontro informale qui a Torino.\u00a0Cosi ad\u00a0aprile incontrai Sara, una ragazza dolcissima che rispose a tutte le mie domande risolvendo tutti i dubbi e le perplessit\u00e0 del caso.\u00a0 Da qui solo entusiasmo e una gran voglia di partire, un lento crescendo di emozioni!<br>Dopo questa interminabile premessa, arrivo finalmente a parlarti della mia vacanza&#8230;.\u00a0Penso che per partire\u00a0per un viaggio del genere bisogna essere predisposti mentalmente, bisogna partire a &#8220;cuore\u00a0aperto&#8221; senza troppi muri di contenimento o armature, indipendentemente dal carattere che si ha. Altrimenti non puoi viverla a pieno&#8230;. rischi di perderti dei pezzi di emozioni che non proverai da nessun&#8217;altra parte. Cosa penso dell&#8217;Africa? Penso a tutte le sensazioni da cui sono stata investita dal primo momento in cui ci ho messo piede in terra africana&#8230; e che poi mi sono portata\u00a0a casa una volta tornata in Italia. Il primissimo impatto \u00e8 stato emozionante, suggestivo, quasi sconvolgente&#8230;\u00a0Usciti dall&#8217;aeroporto le case di paglia che prima avevo visto solo in televisione erano davvero l\u00ec di fronte a me;\u00a0davanti a noi un piccolo pick-up carico di non so cosa, con un &#8220;tizio\u201d\u00a0seduto in cima con una disinvoltura disarmante. Camioncini\u00a0stracarichi di persone che non sembravano minimamente infastidite dall&#8217;essere una addossata all&#8217;altra, bambini che correvano scalzi dietro i pick-up agitando le manine e urlando &#8221; TA-TA&#8221;.<br>Non immaginavo che nel giro di qualche ora tutte queste cose mi sarebbero sembrate non solo meno &#8220;strane&#8221; ma addirittura bellissime!Anche l&#8217;accoglienza in\u00a0<em>Casa De Hospedes<\/em>\u00a0\u00e8 stata\u00a0emozionante, il primo incontro &#8220;timido&#8221; con i ragazzi lo ricordo come se fosse appena avvenuto&#8230;Sento che potrei stare qui a scriverti\u00a0tutta la notte cercando di descriverti tutto, emozione per emozione.Come quella del primo bambino preso in braccio, che mi ha stretto forte forte le braccia intorno al collo, come se mi conoscesse da una vita, come se mi volesse bene con ogni fibra del suo essere&#8230; mi si \u00e8 addirittura addormentato in braccio. Mi batte ancora forte il cuore quando ci penso! Come la prima gita in barca a vela, il mio primo tuffo nell&#8217;oceano con tanto di snorkeling (piccolo dettaglio: avevo imparato a nuotare solo un paio di mesi prima!), la prima stella marina tenuta in mano, o l&#8217;emozione che si prova\u00a0a cucinare\u00a0con delle persone che non conosci, che parlano una lingua diversa dalla tua, ma che comprendi perfettamente quando cercano d&#8217;insegnarti a pulire un tipo di pesce mai visto prima e a cuocerlo con un tegame e due legnetti\u2026. una pietanza davvero degna di nota! Vogliamo parlare dello sguardo immenso e profondissimo dei bambini? Non so cosa ci sia in quegli occhi, ma ti penetrano l&#8217;anima! E poi il senso di &#8220;comunit\u00e0&#8221; ormai dimenticato in Italia&#8230;. ci si aiuta tutti, indistintamente! Ho riscontrato un sostegno reciproco che qui ormai \u00e8 stato sostituito da invidie e gelosie.\u00a0E ancora\u00a0le canzoni stonate, insieme ai ragazzi dell&#8217;istituto alberghiero, urlate sul camioncino, in barca a vela o ovunque ci trovassimo. Yawo Yawo, l\u2019insegnate di danza, che solo a guardarlo non potevi fare a meno di sorridere! Sono tanti i ricordi porto nel cuore: i racconti di Abdahala, il nostro autista; le serate spese a parlare, giocare e scherzare tutti insieme ed i tramonti meravigliosi&#8230;. il cielo\u00a0super-stellato! Ci sono poi, anche dei ricordi meno felici che mi hanno segnato dentro,\u00a0come i pancini dei bimbi mal nutriti o le condizioni poco igieniche di alcuni posti dove sono vivono\u2026Penso poi anche a tutti i progetti di ADPP che ho avuto il piacere di conoscere grazie a Clelia, Omar e ai docenti e gli altri collaboratori. Penso alle domande che ho potuto fare, alle cose che ho potuto scoprire e capire, e questa esperienza la consiglierei a tutti. Di sicuro penso che l&#8217;Africa mi abbia emotivamente arricchita tanto, ho portato a casa molto di pi\u00f9 di quanto non pensassi inizialmente e sicuramente ho ricevuto pi\u00f9 di quel che ho dato io stessa partecipando a questo viaggio.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redazione Ho chiesto ad Ilenia, ex volontaria\u00a02017, di raccontarmi la sua esperienza in Mozambico, nel progetto \u201cvacanze solidali\u201d. Ecco la sua testimonianza!\u201cCosa posso dire del mio viaggio in Mozambico? 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