{"id":278,"date":"2021-05-05T15:01:00","date_gmt":"2021-05-05T15:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=278"},"modified":"2022-03-23T13:15:04","modified_gmt":"2022-03-23T13:15:04","slug":"una-roadmap-per-ridisegnare-il-futuro-del-settore-tessile-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/una-roadmap-per-ridisegnare-il-futuro-del-settore-tessile-in-europa\/","title":{"rendered":"Una roadmap per ridisegnare il futuro del settore tessile in Europa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;impatto del settore tessile in Europa e nel mondo \u00e8 davvero significativo. Ecco perch\u00e8 l&#8217;Unione Europea ha invitato tutti i cittadini e gli attori del settore a proporre una rodmap d&#8217;azione per passare da un modello lineare di produzione a un modello circolare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Gianfranco Bongiovanni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passare dal modello di produzione e consumo lineare a quello circolare e climaticamente neutro in cui i prodotti sono progettati per essere pi\u00f9 durevoli, riutilizzabili, riparabili, riciclabili ed efficienti sotto il profilo energetico.&nbsp;<strong>\u00c8 questo l\u2019ambizioso obiettivo che UE si \u00e8 prefissata di raggiungere con la<\/strong>&nbsp;<em><strong>\u201cStrategia dell&#8217;UE in materia di prodotti tessili sostenibili\u201d<\/strong><\/em><strong>.<\/strong>&nbsp;Una vera e propria roadmap avviata lo scorso gennaio con l\u2019invito rivolto a tutti i cittadini europei di inviare commenti e proposte sulla strategia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte all\u2019invito non sono tardate ad arrivare con ben 229 commenti giunti da ogni parte d\u2019Europa. A mobilitarsi: singoli cittadini, imprese, organizzazioni di categoria del settore tessile europeo che hanno voluto partecipare attivamente al dibattito sul futuro del tessile in Europa facendo emergere i nodi da sciogliere e avanzando proposte volte soprattutto a snellire ed omogeneizzare la legislazione dei paesi membri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione del legislatore europeo al comparto del tessile \u00e8 spiegata dai numeri:&nbsp;<strong>160.000 imprese con 1,5 milioni di persone impiegate, con un fatturato annuo che nel 2,19 ha superato i 162 miliardi di euro.<\/strong>&nbsp;Oltre agli aspetti economico e occupazionale, a preoccupare l\u2019UE<strong>&nbsp;\u00e8 il ruolo di \u201cdivoratore\u201d di materie prime non rinnovabili che il settore rappresenta:<\/strong>&nbsp;quarto, in questa non edificante classifica, dopo food, edilizia e trasporti e quinto per emissioni di gas climalteranti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seppure l\u2019UE non si caratterizzi come principale produttore di materiali tessili, gioca sicuramente un ruolo importante quale importatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basti pensare che in media&nbsp;<strong>ogni cittadino europeo consuma 26 kg di prodotti tessili pro capite all&#8217;anno e di questi ben 11 kg vengono scartati ogni anno.<\/strong>&nbsp;Questi dati sono il frutto di una politica di produzione e immesso al consumo che, soprattutto nell\u2019ultimo ventennio, ha visto il boom della cosiddetta moda&nbsp;<em>fast fashion<\/em>&nbsp;che ha orientato i consumi verso prodotti meno resistenti e durevoli, con ampio utilizzo di fibre sintetiche, che ha prodotto un rapido ricambio dell\u2019armadio del consumatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo un\u2019indagine di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mckinsey.com\/~\/media\/McKinsey\/Business%20Functions\/Sustainability\/Our%20Insights\/Style%20thats%20sustainable%20A%20new%20fast%20fashion%20formula\/Style-thats-sustainable-A-new-fast-fashion-formula-vF.pdf\">McKinsey &amp; Co<\/a>, infatti, oggi si acquista il 60% in pi\u00f9 di abiti per utilizzarli molto meno rispetto a quanto si facesse quasi vent\u2019anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 2020, il volume di tessili raccolti separatamente nell&#8217;UE a 27 Nazioni \u00e8 stato stimato tra 1,6 e 2,5 milioni di tonnellate<\/strong>. Una tendenza che \u00e8 destinata a crescere con l\u2019introduzione dell\u2019obbligatoriet\u00e0 della raccolta differenziata del tessile a partire dal 2025 in conseguenza dell\u2019applicazione della Direttiva (UE) 2018\/851 del Parlamento europeo e del Consiglio. Si stima che tale misura comporter\u00e0 un aumento del 79% del volume di tessile raccolto in tutta l&#8217;UE con ulteriori 2,1 milioni di tonnellate da gestire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tendenze di consumo di questi ultimi vent\u2019anni hanno generato dunque una crescita esponenziale dei tessili post consumo, abbassando nel contempo la qualit\u00e0 del materiale raccolto da destinare al riutilizzo, ovvero ad essere collocato sul mercato del second hand per allungarne il ciclo di vita.&nbsp;<strong>La percentuale del tessile post consumo raccolta e successivamente preparata dagli impianti di smistamento per essere reimmessa sul mercato come usato rappresenta circa il 65% di quanto raccolto, percentuale destinata a scendere se non si interverr\u00e0 sulla qualit\u00e0 dei prodotti immessi al consumo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I temi della durabilit\u00e0 e qualit\u00e0 dei materiali utilizzati per la produzione sono, non a caso, centrali nel dibattito tra gli operatori siano essi raccoglitori, riutilizzatori\/riciclatori. Ed \u00e8 su questo che l\u2019UE sta cercando d\u2019intervenire con la sua iniziativa, soprattutto attraverso&nbsp;<strong>l\u2019Eco-design ovvero la fase di progettazione del prodotto, spingendo verso la creazione di prodotti pi\u00f9 facili da riutilizzare, riparare, riciclare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A testimoniare l\u2019urgenza di affrontare il tema qualit\u00e0 \u00e8 EuRIC (<a href=\"https:\/\/www.euric-aisbl.eu\/\">The European Recycling Industries\u2019 Confederation<\/a>) che rappresenta gli interessi a livello europeo dell\u2019impiantistica di preparazione per il riutilizzo e riciclo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo Position paper, con il quale ha partecipato al processo di consultazione Ue, cita un recente studio \u201cBvse Textilstudie\u201d dal quale emerge come oltre l\u201987% dei raccoglitori di indumenti usati in Germania, lamenti un abbassamento della qualit\u00e0 del tessile raccolto a causa dei materiali di cui sono composti i vestiti e del loro scarso stato di conservazione, cosa che ne inibisce l\u2019effettivo riutilizzo\/riciclo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bont\u00e0 dell\u2019iniziativa di raccogliere separatamente i tessili post consumo si scontra per\u00f2, come sottolineano gli operatori del settore, con una carenza impiantistica per ci\u00f2 che riguarda la capacit\u00e0 di smistamento per favorire il riutilizzo e di un\u2019adeguata tecnologia capace di recuperare la frazione destinata invece al riciclo industriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo uno studio della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ellenmacarthurfoundation.org\/assets\/downloads\/A-New-Textiles-Economy_Full-Report_Updated_1-12-17.pdf\">Ellen MacArthur Foundation<\/a><\/strong><strong>&nbsp;meno dell\u20191% dei prodotti \u00e8 riciclato per generare fibre recuperate da reimpiegare nella produzione tessile.<\/strong>&nbsp;Una dispersione di risorse che, sempre secondo lo studio, avverrebbe in maniera significativa gi\u00e0 nella fase di produzione con oltre il 12% delle fibre scartato durante le fasi di lavorazione. Mentre un quarto dei capi prodotti resterebbe invenduto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di questi dati il legislatore ha introdotto anche per il tessile&nbsp;<strong>la Responsabilit\u00e0 estesa del produttore per far s\u00ec che chi commercializzi, produca, importi prodotti tessili si assuma gli oneri finanziari e\/o organizzativi per gestire il fine vita del prodotto sostenendo i costi della raccolta differenziata, comunicazione, ricerca, preparazione per il riutilizzo e riciclo del tessile<\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schemi chiari e condivisi sull\u2019EPR, End of Waste e invenduto potrebbero ridisegnare il futuro del settore tessile in Europa a patto che tutti gli attori siano paritariamente coinvolti e chiamati a dare il proprio contributo in base al ruolo svolto lungo tutta la catena del valore e nel rispetto delle priorit\u00e0 dettate dalla gerarchia europea per una corretta gestione dei rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un settore fortemente impattato dalla diffusione del COVID-19 potrebbe cogliere l\u2019occasione per accelerare un processo di trasformazione, in parte gi\u00e0 in atto, per rispondere alla domanda del domani che vede tre consumatori su cinque considerare sempre pi\u00f9 il tema sostenibilit\u00e0 per orientarsi nelle sue scelte di consumo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un tema, quello della sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale d\u2019impresa che Humana ha abbracciato fin dalla sua nascita e che resta centrale nelle sue scelte<\/strong>. Alla base di questo impegno ci sono due obbiettivi concreti: modificare gli stili di vita e di consumo; rispettare il mandato solidaristico affidatole dai cittadini con le loro donazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due macro obbiettivi sono profondamente legati. Cambiare gli stili di vita significa infatti prendere atto delle marcate disparit\u00e0 tra i Nord e i Sud del Mondo ed operare affinch\u00e9 tale divario venga ridotto, come recita il payoff di Humana, a partire da \u201cpiccoli gesti che trasformano il mondo\u201d.&nbsp;<strong>Il piccolo gesto di affidare i propri indumenti usati a Humana, da parte dei cittadini dei Paesi a reddito pi\u00f9 elevato, innesca infatti una rete di valorizzazione di quel gesto che garantisce la realizzazione di oltre 1.450 progetti di sviluppo e di raggiungere oltre 12 milioni di persone nel Sud del Mondo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Garantire trasparenza ed eticit\u00e0 lungo tutta la filiera degli indumenti usati dovrebbe essere dunque imperativo categorico di tutti gli operatori del settore per non interrompere questo \u201cfil rouge solidale\u201d che contribuisce anche al raggiungimento di obbiettivi ambientali altrimenti impensabili per una raccolta che affonda le sue radici proprio sull\u2019attivazione delle persone nel sostegno di progetti di solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo una ricerca quantitativa CATI su un campione rappresentativo di 1.000 intervistati realizzata da Target Consulting per conto di Humana People to People Italia,&nbsp;<strong>i driver principali che spingono il cittadino a donare i propri indumenti usati sono: la finalit\u00e0 sociale e la garanzia di una destinazione sicura insieme ad una corretta gestione del ciclo di vita dell\u2019indumento post consumo<\/strong>. Valorizzare l\u2019elemento solidale, laddove questo elemento sia rendicontabile e verificabile, contribuisce dunque a migliorare la qualit\u00e0 e quantit\u00e0 del raccolto da destinare ad effettivo riutilizzo, con benefici ambientali oltre che solidali rilevanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dare concretezza a queste richieste Humana ha affidato la verifica dell\u2019intera filiera degli indumenti usati ad un ente terzo indipendente come&nbsp;<strong>Bureau Veritas, azienda leader a livello mondiale nei servizi di controllo, verifica e certificazione della qualit\u00e0 del sistema, ed adottato gi\u00e0 a partire dal 2017, unico caso nel settore, il modello \u201cE.S.E.T.\u201d acronimo di filiera Etica, Solidale, Ecologica e Trasparente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo di cambiamento \u00e8 in atto e alcuni Stati membri stanno dando vita a programmi di sostegno e finanziamento del settore TAM (Tessile, Abbigliamento Moda) e tra questi c\u2019\u00e8 l\u2019Italia con il Ministero dello Sviluppo Economico, INVITALIA e i fondi del PON IC 2014-2020. (Per maggiori dettagli si consiglia la visione della Newsletter 46 &#8211; Marzo 2021 &#8211; \u201c<a href=\"http:\/\/www.ponic.gov.it\/sites\/PON\/storie_successo\/PON_IC_Informa_n.46_%E2%80%93_Edizione_Speciale_1495117148669\">Edizione Speciale Fashion<\/a>\u201d)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adozione della nuova strategia da parte della Commissione \u00e8 prevista per il terzo trimestre del 2021 e per rendere sostenibile il cambiamento gli elementi fin qui evidenziati non potranno essere trascurati. In questa sfida siamo tutti chiamati in causa e le scorciatoie come l\u2019uso di azioni di green washing per affermare la propria vocazione sostenibile non sono pi\u00f9 consentite ma saranno messe alla prova dei fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;impatto del settore tessile in Europa e nel mondo \u00e8 davvero significativo. 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