{"id":263,"date":"2021-06-23T14:03:00","date_gmt":"2021-06-23T14:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=263"},"modified":"2025-05-29T10:43:44","modified_gmt":"2025-05-29T10:43:44","slug":"tce-un-progetto-modello-per-contrastare-lhiv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/tce-un-progetto-modello-per-contrastare-lhiv\/","title":{"rendered":"TCE, un progetto &#8220;modello&#8221; per contrastare l&#8217;HIV"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Circa il 65% delle persone che convivono con il virus dell&#8217;HIV si trovano nel continente africano. Il programma TCE (Total Control of Epidemic) di Humana punta, fra le altre cose, a favorire una diagnosi tempestiva della malattia ed \u00e8 stato adottato come modello dai diversi governi, tra cui quello della Namibia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di Alessandra Di Stefano<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 5 giugno 1981 quando i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti segnalarono un inspiegabile aumento dei casi di polmoniti e di una rara forma di tumore dei vasi sanguinei, il sarcoma di Kaposi, nelle citt\u00e0 di Los Angeles, San Francisco e New York. Fu il primo allarme legato all\u2019AIDS.&nbsp;<strong>Dalla scoperta dei primi casi sono passati 40 anni, nei quali l\u2019HIV ha colpito oltre 75 milioni di persone in tutto il mondo<\/strong>. A causa della malattia e di patologie correlate sono morte oltre 39 milioni di persone mentre, solo nel 2020, sono stati registrati 1,5 milioni di nuovi casi. Le Nazioni Unite hanno inserito la lotta all\u2019AIDS tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile con lo scopo di debellare entro il 2030 l\u2019epidemia (OSS 3). Nonostante siano stati compiuti importanti passi in avanti, gli sforzi non risultano sufficienti. Se nei Paesi occidentali l\u2019AIDS \u00e8 diventata una malattia cronicizzata che si pu\u00f2 tenere sotto controllo con la giusta terapia antiretrovirale, nel Sud del Mondo persistono enormi disparit\u00e0 nel tracciamento e nell\u2019accesso alle cure.&nbsp;<strong>Secondo gli ultimi dati forniti da UNAIDS sono 38 milioni le persone che convivono con il virus e di queste oltre 25 milioni si trovano nel continente africano. L\u2019Africa Subsahariana \u00e8 l\u2019area geografica pi\u00f9 colpita dall\u2019epidemia<\/strong>. Le difficolt\u00e0 di accesso ai servizi di cura, la scarsa preparazione dei sistemi sanitari nazionali e comportamenti socio-culturali errati, aumentano il rischio di contagio. La pandemia da Covid-19 ha reso evidenti le debolezze a tutti i livelli (globale, regionale, nazionale) e ha aggravato il mancato raggiungimento dei target ONU 2020, tra cui quello di portare sotto le 500 mila unit\u00e0 il numero delle nuove infezioni e dei decessi.&nbsp;<strong>Per il quinquennio 2021-2026, le Nazioni Unite hanno quindi lanciato una nuova strategia di contrasto all\u2019epidemia (<em>\u201cEND INEQUALITIES. END AIDS\u201d)<\/em>&nbsp;che evidenzia la necessit\u00e0 di un cambio radicale nell\u2019approccio alla malattia<\/strong>. Studi e ricerche hanno evidenziato che per sconfiggere l\u2019AIDS occorre combattere disuguaglianze e discriminazioni, mettendo le persone al centro di ogni strategia sanitaria. In molti Paesi a basso e medio indice di sviluppo le disparit\u00e0 socio-economiche come povert\u00e0, disoccupazione e disuguaglianza di genere sono il principale ostacolo nella lotta al virus.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Federazione Internazionale Humana People to People \u00e8 attiva da oltre 20 anni nella lotta contro l\u2019HIV\/AIDS attraverso un programma specifico chiamato TCE (Total Control of Epidemic)<\/strong>. Si tratta di un modello di intervento innovativo che dal 2000 ha raggiunto oltre 21 milioni di persone in 12 Paesi in Asia e Africa Subsahariana. Come in tutti i programmi di cooperazione implementati da Humana, l\u2019approccio utilizzato con il TCE pone al centro dell\u2019azione le persone e la comunit\u00e0. Sotto il motto: &#8220;<em>Solo le persone possono liberarsi dall&#8217;AIDS\u00a0<\/em>&#8221; il programma ha aiutato migliaia di persone, fornendogli gli strumenti per combattere l&#8217;HIV\/AIDS e vivere una vita dignitosa.\u00a0<strong>Il programma punta a favorire la diagnosi tempestiva e l\u2019accesso precoce alle cure e a combattere lo stigma e la discriminazione mediante il lavoro attivo all\u2019interno della comunit\u00e0<\/strong>. Attraverso test e cure a domicilio i volontari impiegati nel programma si assicurano che le persone seguano in modo corretto le cure e che queste siano efficaci per abbattere la carica virale del virus. Il lavoro di Humana \u00e8 allineato con i principali programmi delle Nazioni Unite per la lotta all\u2019HIV\/AIDS tra cui la strategia 95-95-95\u00a0ed \u00e8 riconosciuto come modello di intervento virtuoso apprezzato dai principali attori internazionali impegnati nella lotta all\u2019AIDS. Il lavoro del TCE \u00e8 in continua evoluzione.\u00a0<strong>In Namibia, dove Humana lavora a stretto contatto con il Ministero della Salute e con il CDC (United States Centre for Disease Control and Prevention), \u00e8 stata implementata una nuova metodologia per testare i malati di HIV nota come\u00a0<em>Index Partner Testing<\/em>.<\/strong>\u00a0Questo nuovo strumento ha ottenuto enormi risultati tanto che il PEPFAR, il programma statunitense per la lotta all\u2019HIV, vuole sperimentarlo anche in altri Paesi africani. Infatti, a differenza dei classici test porta a porta,\u00a0<em>l\u2019Index Partner Testing<\/em>\u00a0mira a testare i partner delle persone risultate positive al test con un significativo aumento nell\u2019individuazione di nuovi dal 2 al 7.7%.\u00a0I Paesi nei quali opera la Federazione sono tra i pi\u00f9 colpiti dalla diffusione\u00a0del virus dell\u2019HIV e hanno\u00a0sistemi sanitari fragili; per questo la diffusione della pandemia ha reso necessario un enorme sforzo per non vanificare i progressi raggiunti negli ultimi anni.\u00a0<strong>Il TCE ha rafforzato la propria azione verso i gruppi pi\u00f9 a rischio e le popolazioni pi\u00f9 vulnerabili\u00a0<\/strong><strong>dando priorit\u00e0 a chi ancora non ha accesso ai servizi e ai trattament<\/strong><strong>i<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo 40 anni di lotta al virus, la crisi pandemica da Covid-19 ha messo in evidenza quanto siano importanti il lavoro congiunto e l\u2019approccio collaborativo tra i diversi settori della societ\u00e0: governi, settore privato, mondo accademico, organismi di finanziamento intergovernativi e societ\u00e0 civile. Il Covid ha messo in luce quanto sia fragile il mondo nel quale viviamo. Solo lavorando insieme per una societ\u00e0 pi\u00f9 equa, sostenibile e solidale l\u2019umanit\u00e0 potr\u00e0 sconfiggere l\u2019HIV e le altre sfide che si trover\u00e0 ad affrontare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa il 65% delle persone che convivono con il virus dell&#8217;HIV si trovano nel continente africano. 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