{"id":260,"date":"2021-07-08T14:01:00","date_gmt":"2021-07-08T14:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=260"},"modified":"2022-03-23T14:16:56","modified_gmt":"2022-03-23T14:16:56","slug":"usato-una-scelta-responsabile-e-sostenibile-per-le-nuove-generazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/usato-una-scelta-responsabile-e-sostenibile-per-le-nuove-generazioni\/","title":{"rendered":"Usato, una scelta responsabile e sostenibile per le nuove generazioni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Acquistare usato rientra sempre pi\u00f9 nella sfera dei consumi responsabili e sostenibili, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani. Il commento a un recente studio di settore apre nuove prospettive sul trend della moda second-hand.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Gianfranco Bongiovanni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Comprare usato \u00e8 sempre pi\u00f9 un\u2019azione percepita come significativa per ci\u00f2 che riguarda il rispetto dell\u2019ambiente e la lotta allo spreco, soprattutto tra le nuove generazioni.<\/strong>&nbsp;\u00c8 quanto emerso dalla Settima edizione dell\u2019<strong>Osservatorio Second Hand Economy condotto da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bva-doxa.com\/osservatorio-second-hand-economy-sono-23-milioni-gli-italiani-che-nel-2020-hanno-comprato-o-venduto-oggetti-usati\/\">BVA Doxa<\/a><\/strong>&nbsp;per Subito (piattaforma leader in&nbsp; Italia dove vendere e comprare usato).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne avevamo gi\u00e0 accennato in un&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilblogdihumana.blogspot.com\/2021\/05\/moda-pre-loved-un-nuovo-trend.html\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">precedente post<\/a>&nbsp;e la materia merita sicuramente un approfondimento. La compravendita dell\u2019usato si piazza infatti al&nbsp;<strong>terzo posto tra i comportamenti sostenibili pi\u00f9 diffusi<\/strong>&nbsp;e praticati dagli italiani grazie agli oltre 23 Milioni di utenti che vi hanno fatto ricorso nel 2020. Significativo \u00e8 che ai primi due posti ci siano la raccolta differenziata (91%) e l\u2019acquisto di lampadine a LED (62%), che nel corso degli ultimi 20 anni hanno potuto godere di campagne di comunicazione martellanti che hanno, evidentemente, portato i loro frutti. Non si pu\u00f2 dire certo la stessa cosa per il second hand, che sconta ancora un gap culturale e lo stigma legato all\u2019identificazione dell\u2019acquirente con il suo status sociale e la capacit\u00e0 di spesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le nuove generazioni stanno facendo la differenza in questo mutato atteggiamento nei confronti dell\u2019usato e del vintage. Non ingannino le scarse disponibilit\u00e0 economiche di Millennials (i nati tra il 1981 e il 1996) e della Generazione Z (ovvero i nati tra il 1995 e il 2010). Seppur liberarsi del superfluo vendendo i propri oggetti rappresenti, infatti, ancora la ragione principale per il 73% del campione intervistato, tra le motivazioni di consumo si fanno spazio nuove tendenze che acquistano maggiore rilevanza soprattutto tra i pi\u00f9 giovani. A indirizzare verso l\u2019acquisto del second hand sembrerebbe esserci \u201c<strong>una revisione delle proprie priorit\u00e0 e scelte\u201d nel dare valore alle cose (50% per la Generazione Z), motivazioni condivise addirittura dal 59% dei Millennials.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comprare usato \u00e8 considerata inoltre una scelta sostenibile per il 48% del campione intervistato, che cresce addirittura fino al 59% tra i ragazzi della Generazione Z, oltre a essere percepita come scelta \u201cintelligente e attuale\u201d dal 55% della fascia d\u2019et\u00e0 riconducibile alla Generazione Z&nbsp;&nbsp;e dal 52%&nbsp;&nbsp;dei Millennials.&nbsp;L\u2019online, come modalit\u00e0 di acquisto e vendita di oggetti usati, \u00e8 stata scelta dal 63% del campione intervistato, soprattutto per la sua velocit\u00e0 (47%), ma anche per la possibilit\u00e0 di effettuare transazioni comodamente da casa (44%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 l\u2019online dunque il futuro del settore della compra vendita dell\u2019usato? Se l\u2019\u00e8 chiesto, dalle pagine di&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.leotron.com\/second-hand-economy-2020-pregi-difetti-nuova-indagine-doxa\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Leotron&nbsp;<\/a><\/strong>(societ\u00e0 attiva da oltre 30 anni nello sviluppo di network dell\u2019usato in conto terzi come Mercatopoli, Baby Bazar, NIU.eco) Eleonora Truzzi mettendo in evidenza alcuni limiti dell\u2019indagine BVA Doxa. Nell\u2019articolo si confrontano le analisi di mercato riportate da Subito nei propri bilanci nell\u2019arco temporale 2015 &#8211; 2019 con i dati di 63 negozi dell\u2019usato in conto terzi. Dall\u2019esame emerge che&nbsp;<strong>mentre l\u2019online ha registrato un incremento economico del 15,30%, le imprese fisiche avrebbero registrato un incrementato del 14,80%<\/strong>. Un sostanziale pareggio dunque con alcune differenze sostanziali &#8211; sottolinea Truzzi &#8211; \u201c<em>mentre i bilanci delle imprese online mostrano perdite economiche costanti e forse strutturali che sono colmate ogni anno da cospicue iniezioni di liquidit\u00e0, le microimprese dell\u2019usato conto terzi procedono esclusivamente in base alle loro forze e poggiandosi su sani punti di equilibrio economici<\/em>\u201d. Concludendo l\u2019analisi l\u2019autrice avanza alcune considerazioni sul futuro del second hand che \u201ccon ogni probabilit\u00e0 includer\u00e0 pi\u00f9 strumenti online, ma come supporto integrativo alle solide piattaforme fisiche che, fino a oggi, sono le uniche ad aver mostrato solidit\u00e0 di funzionamento e reale prospettiva di crescita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Humana<\/strong>, dal canto proprio, ha sviluppato e implementato nel corso degli ultimi 10 anni<strong>&nbsp;un modello di negozio fisico dedicato all\u2019acquisto di indumenti ed accessori usati e vintage<\/strong>&nbsp;che continua a contribuire, oltre alla restituzione a seconda vita di parte delle oltre venti mila tonnellate annue di indumenti raccolti in Italia, a generare risorse indispensabili per il raggiungimento della mission di Humana: il finanziamento di progetti di cooperazione internazionale e socio ambientali in Italia.&nbsp;<strong>I&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.humanavintage.it\/\">dieci punti vendita<\/a>&nbsp;presenti a Roma, Milano, Torino, Verona e Bologna sono inoltre, da sempre, avamposti privilegiati per evidenziare e promuovere i benefici ambientali e sociali di scelte di consumo sostenibili e consapevoli.<\/strong>&nbsp;Rendere cittadini ed utenti partecipi di una \u201cuser experience coinvolgente\u201d, \u201caspirazionale\u201d \u00e8 la chiave pi\u00f9 efficace per stimolare ad abbracciare stili di vita pi\u00f9 rispettosi dell\u2019ambiente ed attenti agli impatti sociali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nel 2016 Humana aveva potuto infatti evidenziare, grazie ad una ricerca di mercato affidata a&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.targetconsulting.eu\/chi-siamo.php\">Target Consulting<\/a>, come dietro al gesto di donare i propri indumenti usati presso contenitori stradali o presso le sedi di organizzazioni senza scopo di lucro, l\u201984% del campione dichiarava come motivazione principale quello di \u201caiutare il prossimo e fare beneficenza\u201d seguita dalla necessit\u00e0 di \u201cevitare lo spreco e restituire a seconda vita\u201d l\u2019indumento. Solo al terzo posto la motivazione funzionale ovvero \u201cfare spazio nell\u2019armadio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca del 2016 evidenziava dunque una tendenza che era gi\u00e0 in atto e che oggi sembrerebbe sempre pi\u00f9 consolidata e che richiama ad una maggiore responsabilit\u00e0 da parte degli enti solidali attivi nel riutilizzo a rispettare il mandato del cittadino e a rendicontare gli impatti sociali ed ambientali del proprio operato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano dell\u2019innovazione,&nbsp;<strong>l\u2019integrazione dei modelli di vendita offline e online sembrerebbe essere la via maestra per massimizzare l\u2019efficacia del riutilizzo<\/strong>. Da questa consapevolezza, Humana nel corso del 2020 ha integrato la shopping experience garantita dai negozi fisici con la possibilit\u00e0 di acquistare online gli amati capi usati e vintage attraverso un\u2019applicazione dedicata:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.humanavintage.it\/download-app\/\">App Humana Vintage<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innovazione, attenzione al sociale e all\u2019ambiente sono dunque le strade che Humana continuer\u00e0 a percorrere per valorizzare al meglio \u201cquei piccoli gesti che trasformano il Mondo\u201d, come recita da oltre 20 anni il payoff dell\u2019organizzazione umanitaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acquistare usato rientra sempre pi\u00f9 nella sfera dei consumi responsabili e sostenibili, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani. 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