{"id":239,"date":"2021-07-14T13:55:00","date_gmt":"2021-07-14T13:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=239"},"modified":"2022-03-23T14:16:46","modified_gmt":"2022-03-23T14:16:46","slug":"la-cooperazione-internazionale-e-il-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/la-cooperazione-internazionale-e-il-cambiamento-climatico\/","title":{"rendered":"La cooperazione internazionale e il cambiamento climatico"},"content":{"rendered":"\n<p><em>La Banca Mondiale stima che entro il 2050&nbsp;oltre 140 milioni di persone saranno&nbsp;costrette a migrare da zone rese inabitabili dalla desertificazione, dall&#8217;innalzamento del livello del mare e da altri fenomeni climatici<\/em><em>. Una grande sfida che necessita interventi concreti per&nbsp;migliorare le capacit\u00e0 di adattamento agli effetti del cambiamento climatico e la resilienza delle comunit\u00e0 locali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di Federico Turchetti<\/p>\n\n\n\n<p>Il decennio passato, oltre ad essere stato il pi\u00f9 caldo nella storia dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 stato caratterizzato da frequenti eventi climatici estremi: incendi, inondazioni, ondate di caldo, periodi di siccit\u00e0, cicloni e uragani di enorme portata non sono stati fenomeni eccezionali ma si sono verificati con regolarit\u00e0 allarmante in quasi tutti i contesti geografici. Negli ultimi vent\u2019anni i disastri attribuiti agli effetti del cambiamento climatico sono aumentati dell\u201983%, passando dai 3.656 registrati nel ventennio 1980-1999 ai 6.681 nel periodo 2000-2019.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le conseguenze del cambiamento climatico e dell\u2019eccessivo sfruttamento delle risorse naturali rischiano di compromettere lo sviluppo economico di quei Paesi che negli ultimi anni hanno faticosamente raggiunto importanti traguardi.<\/strong>&nbsp;Allo stesso tempo, queste conseguenze hanno un forte impatto anche sulle nazioni pi\u00f9 ricche e competitive. Affrontare con tempestivit\u00e0 e lungimiranza tali problematiche significa quindi evitare di vedere irrealizzati i diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell\u2019Agenda 2030 delle Nazioni Unite, specialmente per quanto riguarda quelli che si propongono di eliminare e ridurre la fame, la povert\u00e0 e le disuguaglianze. Tra le sfide poste dal cambiamento climatico in corso, una delle pi\u00f9 rilevanti in termini di cooperazione e diritto internazionali concerne i&nbsp;<strong>forzati movimenti migratori interni e transfrontalieri che, secondo alcune stime della Banca Mondiale, entro il 2050 interesseranno pi\u00f9 di 140 milioni di persone in America Latina, Africa sub-sahariana e sud-est asiatico<\/strong>. Nei prossimi anni un numero crescente di persone sar\u00e0 infatti costretto ad abbandonare zone rese inabitabili da fenomeni quali desertificazione, innalzamento del livello del mare, inondazioni e conflitti causati da una maggiore competizione per l\u2019accesso a risorse sempre pi\u00f9 scarse. Bench\u00e9 l\u2019ingente numero di sfollati e migranti causato dal cambiamento climatico sia solo uno dei tanti problemi che dovremo affrontare, e per i quali non esistono soluzioni semplici e immediate, gi\u00e0 molto si pu\u00f2 fare per limitare la portata e l\u2019impatto di questo fenomeno globale, grazie anche all\u2019implementazione di interventi che consentano alle comunit\u00e0 pi\u00f9 esposte di adattarsi e diventare pi\u00f9 resilienti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da diversi anni i membri&nbsp;<strong>della Federazione Humana People to People hanno intrapreso un percorso di sviluppo attento al cambiamento climatico<\/strong>&nbsp;e alle strategie di adattamento necessarie a contrastarne gli effetti. Ci\u00f2 avviene principalmente nell\u2019ambito di&nbsp;<strong>programmi di agricoltura sostenibile che concorrono al raggiungimento dei target 13.1<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/c.zaccone\/Desktop\/HPP%20e%20climate%20change_post%20del%20blog.docx#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>, 13.2<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/c.zaccone\/Desktop\/HPP%20e%20climate%20change_post%20del%20blog.docx#_ftn2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>&nbsp;e 13.3<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/c.zaccone\/Desktop\/HPP%20e%20climate%20change_post%20del%20blog.docx#_ftn3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>&nbsp;dell\u2019Agenda 2030.<\/strong>&nbsp;Uno degli interventi che verranno avviati entro la fine del 2021 \u00e8 il progetto&nbsp;<strong>\u201c<\/strong><strong><em>Resilience Building as Climate Change Adaptation in Drought Struck South-Western African Communities<\/em>\u201d<\/strong>, che sar\u00e0 implementato in Angola e Namibia dall\u2019organizzazione intergovernativa&nbsp;<strong>Observatoire du Sahara et du Sahel (OSS)&nbsp;<\/strong>ed eseguito dalle nostre consorelle&nbsp;<strong>ADPP Angola<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>DAPP Namibia<\/strong>, anch\u2019esse parte della Federazione Humana People to People. L\u2019iniziativa, che avr\u00e0 una durata di cinque anni, \u00e8 finanziata dall\u2019<strong>Adaptation Fund<\/strong>, un fondo internazionale con sede a Washington e istituito nell\u2019ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e del Protocollo di Kyoto. L\u2019obiettivo generale del progetto sar\u00e0 quello di&nbsp;<strong>migliorare le capacit\u00e0 di adattamento agli effetti del cambiamento climatico e la resilienza delle comunit\u00e0 locali<\/strong>&nbsp;che vivono nella zona compresa tra l\u2019Angola meridionale (Provincia di Cuando-Cubango) e la Namibia settentrionale (Regione del Kavango Orientale), un\u2019area geografica soggetta ad un repentino aumento delle temperature e ad una forte variabilit\u00e0 delle precipitazioni. Ci\u00f2 si traduce in lunghi periodi di siccit\u00e0 intervallati da distruttive inondazioni che causano insicurezza alimentare e scarsa disponibilit\u00e0 di acqua per una popolazione in costante crescita e composta prevalentemente da agricoltori e allevatori su piccola scala. Il progetto si articoler\u00e0 in tre componenti: la prima componente migliorer\u00e0 le capacit\u00e0 di adattamento a livello distrettuale, nazionale e regionale tramite lo sviluppo di piani di adattamento (Community Adaptation Action Plans \u2013 CAAPs) in collaborazione con le autorit\u00e0 rilevanti e tramite attivit\u00e0 di sensibilizzazione all\u2019interno delle comunit\u00e0; la seconda componente servir\u00e0 a creare organizzazioni di piccoli agricoltori per rafforzarne le capacit\u00e0 di affrontare le conseguenze del cambiamento climatico grazie all\u2019utilizzo di tecniche agricole (tra cui pratiche di Climate-resilient Agriculture \u2013 CRA) e al miglioramento dell\u2019accesso e della gestione delle scarse risorse idriche; la terza componente, infine, fornir\u00e0 ai produttori locali le competenze, le infrastrutture e gli strumenti necessari a diversificare le proprie produzioni, potenziare i processi di risparmio e migliorare le tecniche di conservazione, lavorazione e vendita dei prodotti agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p>In totale,&nbsp;<strong>176 mila persone trarranno beneficio direttamente e indirettamente dall\u2019intervento finanziato dall\u2019Adaptation Fund ed eseguito da ADPP Angola e DAPP Namibia<\/strong>. L\u2019obiettivo per i membri della Federazione Humana People to People resta quindi quello di assumere, nei diversi Paesi in cui operano, un ruolo centrale nel contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico sulle comunit\u00e0 ad esso pi\u00f9 esposte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Banca Mondiale stima che entro il 2050&nbsp;oltre 140 milioni di persone saranno&nbsp;costrette a migrare da zone rese inabitabili dalla desertificazione, dall&#8217;innalzamento del livello del mare e da altri fenomeni climatici. 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