{"id":1052,"date":"2025-12-22T15:31:47","date_gmt":"2025-12-22T15:31:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=1052"},"modified":"2025-12-29T10:26:22","modified_gmt":"2025-12-29T10:26:22","slug":"eco-score-tessile-in-francia-apripista-per-la-sostenibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/eco-score-tessile-in-francia-apripista-per-la-sostenibilita\/","title":{"rendered":"Eco-Score tessile in Francia, apripista per la sostenibilit\u00e0?"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Recentemente introdotta oltre alpe, la valutazione ambientale per i capi di abbigliamento anticipa alcune misure che si stanno delineando a livello comunitario, ma che necessitano ancora di un allineamento su obiettivi e metodologie<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>di Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>La Francia ha recentemente introdotto l\u2019<strong>Eco-Score<\/strong>, ufficialmente ribattezzato <em>Co\u00fbt Environnemental<\/em> (costo ambientale), una sorta di semplificazione ecologica in etichetta, applicata all&#8217;abbigliamento e ai tessili. Questa misura, frutto della legge <em>Climat et R\u00e9silience<\/em> del 2021 e dettata dalla Direttiva AGEC sull\u2019economia circolare, ha come obiettivo di <strong>rendere immediatamente comprensibile al consumatore l\u2019impatto ambientale del prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita<\/strong>. Dopo una consultazione pubblica nel periodo novembre-dicembre 2024 e la validazione della Commissione Europea a maggio 2025, <strong>dal 1 ottobre la normativa \u00e8 entrata nella sua prima fase di attuazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Come funziona: metodologia e fasi di implementazione<\/h4>\n\n\n\n<p>La metodologia alla base dell\u2019Eco-Score si fonda sui criteri di Analisi del Ciclo di Vita (Life\u2010Cycle Assessment, LCA) e <strong>aggrega ben sedici indicatori ambientali<\/strong>, tra cui emissioni di gas serra, consumo idrico, uso del suolo, impatto sulla biodiversit\u00e0, energia, risorse fossili, usi di agrochimici e microplastiche. Il punteggio risultante, espresso numericamente, rappresenta il <strong>costo ambientale stimato per 100 g di prodotto<\/strong>: punteggi pi\u00f9 elevati significano impatti maggiori. Dall\u20191 ottobre le aziende possono calcolare e comunicare volontariamente il proprio Eco\u2011Score tramite l\u2019apposita piattaforma Ecobalyse e dal 2026 anche soggetti terzi (come ONG o media) potranno stimare e diffondere i punteggi, potenzialmente applicando valori standard. <strong>Dal 2026, dunque, l\u2019etichettatura diverr\u00e0 di fatto obbligatoria<\/strong>: se i brand non pubblicano il proprio punteggio entro ottobre 2026, qualcuno lo calcoler\u00e0 al loro posto. Il punteggio ambientale potr\u00e0 comparire direttamente sul prodotto (etichetta o marcatura), sullo scaffale del negozio, online o sui siti di marchi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Eco Score e le altre certificazioni ambientali<\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019introduzione dell\u2019Eco\u2011Score non sostituisce le certificazioni gi\u00e0 esistenti, ma <strong>si affianca a strumenti consolidati come EU Ecolabel, GOTS <\/strong>(Global Organic Textile Standard) e <strong>OEKO-TEX\u00ae<\/strong>, che garantiscono criteri ambientali e sociali lungo la filiera. La differenza principale? Mentre queste certificazioni attestano il rispetto di standard specifici (ad esempio l\u2019uso di fibre biologiche o l\u2019assenza di sostanze nocive), l\u2019Eco-Score fornisce un punteggio quantitativo basato sull\u2019impatto complessivo del prodotto. In questo modo, <strong>il consumatore pu\u00f2 confrontare articoli diversi in maniera immediata<\/strong>, mentre le certificazioni continuano a rappresentare un valore aggiunto in termini di credibilit\u00e0 e conformit\u00e0 normativa. Per i brand, integrare entrambe le soluzioni significa rafforzare la trasparenza e la fiducia nei confronti dei consumatori.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Opportunit\u00e0 e impatti per i brand e il consumatore<\/h4>\n\n\n\n<p>Per i marchi presenti sul mercato francese, questa rivoluzione normativa rappresenta <strong>sia una sfida sia un\u2019opportunit\u00e0 strategica<\/strong>. Da un lato, \u00e8 richiesto un elevato grado di trasparenza: produttori, fornitori di materie prime, stabilimenti di produzione e logistica dovranno condividere dati precisi su impatti ambientali, energia, trasporti e rifiuti. Dall\u2019altro, l\u2019Eco\u2011Score premia l\u2019eco\u2010design, la durabilit\u00e0 del prodotto e l\u2019adozione di pratiche sostenibili, permettendo ai brand pi\u00f9 virtuosi di differenziarsi sul mercato e conquistare quote crescenti presso i consumatori attenti all\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 tuttavia vero che da un lato l\u2019Eco\u2011Score render\u00e0 confrontabili prodotti diversi, dall\u2019altro la sua <strong>lettura risulta meno intuitiva rispetto ad esempio alla valutazione del Nutri-Score<\/strong> presente sui prodotti alimentari, che utilizza una scala da A a E accompagnata da una colorazione che va dal verde al rosso (come accade in Italia per i prodotti elettronici con relativa classe energetica). Inoltre, <strong>i parametri utilizzati fanno riferimento alla metodologia PEF<\/strong> (Product Environmental Footprint), che favorisce un lasciapassare alle fibre sintetiche, rispetto alle fibre naturali e non tengono conto di alcuni elementi nella valutazione finale, come ad esempio i volumi di produzione. Per il consumatore potenzialemente l\u2019eco-score rappresenta quindi un importante strumento di scelta consapevole, ma \u00e8 ancora decisamente perfettibile.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019Italia come si sta muovendo? Lo scorso ottobre \u00e8 stato presentato in Senato un disegno di legge (lo stesso che contiene le misure per porre delle limitazioni ai brand di fast-fashion) per l\u2019<strong>introduzione dello SNET <\/strong>(Eco Score Tessile Nazionale), che non solo <strong>classifica i prodotti in una scala da A a E<\/strong>, ma attiva anche conseguenze legali, commerciali e fiscali per i prodotti con prestazioni scadenti. Ci\u00f2 renderebbe il nostro Paese tra i primi a collegare direttamente una valutazione ambientale a restrizioni pubblicitarie, alle misure fiscali e all\u2019accesso al mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei prossimi mesi, complice anche la forte evoluzione che il settore moda sta attraversando soprattutto a livello europeo e le spinte dei vari governi, assisteremo a profondi cambiamenti che impatteranno la filiera, con ad esempio l\u2019<strong>introduzione dell\u2019EPR (Extended Producer Responsibility) <\/strong>e lo sviluppo delle funzionalit\u00e0 del <strong>Digital Product Passport <\/strong>(ne abbiamo parlato anche <a href=\"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/moda-sostenibile-quando-innovazione-e-responsabilita-si-incontrano\/\">qui<\/a>). La Francia quindi potrebbe essere un terreno di prova iniziale e di ispirazione anche per altri Paesi, nonch\u00e9 un catalizzatore per incentivare best practice nel campo della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonti e approfondimenti<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/ecobalyse.beta.gouv.fr\/\">https:\/\/ecobalyse.beta.gouv.fr\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.greenme.it\/lifestyle\/moda\/eco-score-tessile-la-francia-lancia-una-nuova-etichetta-ambientale-per-i-capi-dabbigliamento\/\">https:\/\/www.greenme.it\/lifestyle\/moda\/eco-score-tessile-la-francia-lancia-una-nuova-etichetta-ambientale-per-i-capi-dabbigliamento\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.riciclanews.it\/ambiente-e-territorio\/in-francia-arriva-leco-score-per-i-prodotti-dabbigliamento_40595.html\">https:\/\/www.riciclanews.it\/ambiente-e-territorio\/in-francia-arriva-leco-score-per-i-prodotti-dabbigliamento_40595.html<\/a> &nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.solomodasostenibile.it\/2024\/10\/30\/la-pef-mette-fuori-gioco-le-fibre-animali\/\">https:\/\/www.solomodasostenibile.it\/2024\/10\/30\/la-pef-mette-fuori-gioco-le-fibre-animali\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/it.fairlymade.com\/legal-resources\/italian-ecoscore-for-textiles-what-the-snet-bill-means-for-fashion-brands-in-europe\">https:\/\/it.fairlymade.com\/legal-resources\/italian-ecoscore-for-textiles-what-the-snet-bill-means-for-fashion-brands-in-europe<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/solomodasostenibile.substack.com\/p\/246-sapete-cose-lo-snet-eco-score\">https:\/\/solomodasostenibile.substack.com\/p\/246-sapete-cose-lo-snet-eco-score<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente introdotta oltre alpe, la valutazione ambientale per i capi di abbigliamento anticipa alcune misure che si stanno delineando a livello comunitario, ma che necessitano ancora di un allineamento su obiettivi e metodologie di Redazione La Francia ha recentemente introdotto l\u2019Eco-Score, ufficialmente ribattezzato Co\u00fbt Environnemental&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1056,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[123],"tags":[297,157,298],"class_list":["post-1052","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-moda-sostenibile","tag-eco-score","tag-epr","tag-francia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1052"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1062,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1052\/revisions\/1062"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}