{"id":1019,"date":"2025-11-28T12:12:52","date_gmt":"2025-11-28T12:12:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/?p=1019"},"modified":"2025-12-04T14:12:45","modified_gmt":"2025-12-04T14:12:45","slug":"cop30-a-belem-tra-promesse-e-paradossi-nella-lotta-al-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/cop30-a-belem-tra-promesse-e-paradossi-nella-lotta-al-cambiamento-climatico\/","title":{"rendered":"COP30 a Bel\u00e9m: tra promesse e paradossi nella lotta al cambiamento climatico"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Dieci anni dopo l\u2019Accordo di Parigi, il mondo \u00e8 a +1,4 \u00b0C: finanziamenti per l\u2019adattamento e leadership globale restano le sfide aperte.<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>di Federico Turchetti<\/p>\n\n\n\n<p>La trentesima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP30) si \u00e8 svolta a Bel\u00e9m, Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025, in un contesto altamente simbolico: dieci anni dopo l\u2019entrata in vigore dell\u2019Accordo di Parigi, il mondo si \u00e8 gi\u00e0 scaldato di <strong>1,4 \u00b0C<\/strong> rispetto ai livelli pre\u2011industriali e il <strong>2024 \u00e8 stato l\u2019anno pi\u00f9 caldo mai registrato<\/strong>. Alla conferenza hanno partecipato circa <strong>50.000 delegati<\/strong> provenienti da <strong>200 Paesi<\/strong>, con una delegazione indigena record di <strong>3.000 rappresentanti<\/strong>. I lavori si sono conclusi oltre la scadenza prevista, con l\u2019adozione del cosiddetto <strong>Global<\/strong> <strong>Mutir\u00e3o<\/strong>, un documento di otto pagine che affronta i nodi pi\u00f9 controversi del negoziato, tra cui l\u2019inadeguatezza dei Contributi determinati a livello nazionale (NDC) per mantenere la traiettoria verso 1,5 \u00b0C e la necessit\u00e0 di sostegno finanziario ai Paesi a pi\u00f9 basso reddito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro geopolitico ha pesato fortemente sui negoziati. Gli <strong>Stati Uniti<\/strong> si sono formalmente ritirati dall\u2019Accordo di Parigi nel 2025 e, per la prima volta nella storia delle COP, <strong>non hanno inviato una delegazione n\u00e9 un alto rappresentante<\/strong>, lasciando un vuoto di leadership in un momento in cui la prima economia mondiale resta anche il primo produttore di petrolio e il principale produttore ed esportatore di gas naturale. Sul fronte delle emissioni, la <strong>Cina<\/strong> \u00e8 oggi il primo Paese emettitore con quasi <strong>12 miliardi di tonnellate di CO\u2082<\/strong>, seguita dall\u2019India, che ha gi\u00e0 superato l\u2019Unione Europea. Cina e India dipendono ancora in larga misura dal carbone, sebbene la Cina sia anche il primo investitore nelle energie rinnovabili; quando si tratta di crisi climatica, i paradossi non mancano. L\u2019<strong>Unione Europea<\/strong> ha invece recentemente approvato nuovi target di decarbonizzazione che prevedono una riduzione delle emissioni del <strong>66,25\u201372,5% entro il 2035<\/strong> rispetto al 1990 e dell\u2019<strong>85% entro il 2040<\/strong>, con una clausola di revisione biennale della normativa sul clima. Sembra lontana anni luce l\u2019ambizione climatica della stagione europea guidata da Frans Timmermans.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante decenni di negoziati e alcuni progressi, il quadro rimane dunque critico: si continuano a investire ingenti risorse in combustibili fossili, manca una leadership globale coerente e gli impegni nazionali non sono sufficienti per stare dentro la soglia di 1,5 \u00b0C. I costi dei disastri climatici sono gi\u00e0 enormi: si stima che negli ultimi dieci anni gli eventi legati al clima abbiano causato perdite per <strong>2,8 trilioni di dollari<\/strong> e abbiano dislocato circa <strong>20 milioni di persone ogni anno<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Finanziamenti per l\u2019adattamento: il quadro negoziale emerso a Bel\u00e9m<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il tema dei finanziamenti per l\u2019adattamento \u00e8 stato centrale a Bel\u00e9m. La COP29 aveva fissato un impegno di mobilitare <strong>300 miliardi di dollari all\u2019anno entro il 2035<\/strong> per i Paesi a pi\u00f9 basso reddito, mentre molte analisi indicano che potrebbero servire fino a <strong>1,3 trilioni di dollari all\u2019anno<\/strong>. Il passaggio da 300 miliardi a 1,3 trilioni \u00e8 stato definito la \u201cBaku\u2011to\u2011Bel\u00e9m Road Map\u201d. Alla COP30 il mutir\u00e3o include una richiesta di <strong>triplicare i finanziamenti per l\u2019adattamento<\/strong>, ma con formulazioni piuttosto vaghe: il testo non specifica la baseline di riferimento e sposta l\u2019obiettivo al 2035 (anzich\u00e9 al 2030 come richiesto da molti Paesi del sud globale), lasciando aperta la questione se l\u2019aumento debba provenire da risorse pubbliche o private. Il documento prevede inoltre un programma di lavoro biennale per chiarire questi aspetti e chiede la creazione di condizioni \u201cabilitanti\u201d per sbloccare e scalare i finanziamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il divario \u00e8 concreto: si stima che entro il 2035 il fabbisogno globale per l\u2019adattamento ammonter\u00e0 a <strong>310 miliardi di dollari all\u2019anno<\/strong>, mentre i Paesi a basso reddito potrebbero ricevere solo il <strong>5\u201310%<\/strong> dei finanziamenti necessari. Nel 2023 il finanziamento pubblico per l\u2019adattamento \u00e8 sceso a <strong>26 miliardi di dollari<\/strong>, una cifra ben lontana dalle necessit\u00e0. A Bel\u00e9m si \u00e8 dunque raggiunto un compromesso parziale: un riconoscimento della necessit\u00e0 di aumentare di \u201cmolte volte\u201d il supporto finanziario, ma senza impegni stringenti e con scadenze e fonti ancora da definire.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Humana People to People alla COP30 e l\u2019approccio sul campo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La <strong>Federazione Humana People to People<\/strong> ha partecipato alla COP30 come osservatrice e con una delegazione di <strong>otto rappresentanti<\/strong> delle sue associate. La Federazione ha condiviso materiali di comunicazione e organizzato sessioni di presentazione con partner e agenzie governative locali; sono stati organizzati <strong>quattro eventi<\/strong>, tre da <strong>ADPP Angola<\/strong> e uno da <strong>Humana Brasil<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Humana People to People utilizza la COP come piattaforma per advocacy su azioni di adattamento e per mettere in luce pratiche operative che pongono le comunit\u00e0 di prima linea del Sud del mondo al centro delle soluzioni. Le associazioni che fanno parte Federazione Humana promuovono un approccio di <strong>adattamento guidato localmente<\/strong> affinch\u00e9 il potere decisionale sia nelle mani di chi \u00e8 direttamente coinvolto: questo rafforza ownership, leadership locale e sostenibilit\u00e0 delle azioni. In concreto, i membri della Federazione supportano lo sviluppo e l\u2019implementazione di <strong>Community Adaptation Action Plans (CAAPs)<\/strong>, allineati ai National Adaptation Plans (NAPs) e realizzati in collaborazione con autorit\u00e0 nazionali e locali. Tra i progetti presentati a Bel\u00e9m ci sono stati il <strong>ADSWAC<\/strong>,<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a> finanziato dal Fondo per l\u2019Adattamento e guidato dall\u2019Osservatorio Sahara e Sahel (OSS) insieme a <strong>ADPP Angola<\/strong> e <strong>DAPP Namibia <\/strong>e il<strong> progetto per la resilienza agricola nelle aree costiere del nord\u2011ovest della Guinea\u2011Bissau<\/strong><a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Questi esempi illustrano come l\u2019approccio di Humana combini <strong>adattamento agricolo<\/strong>, <strong>gestione sostenibile delle risorse naturali<\/strong>, <strong>tecnologie appropriate<\/strong> e <strong>formazione giovanile<\/strong>, con un chiaro orientamento verso soluzioni comunitarie sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Cosa aspettarsi ora<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>La COP30 ha ottenuto un risultato politico importante<\/strong>: il riconoscimento della necessit\u00e0 di aumentare in modo sostanziale i finanziamenti per l\u2019adattamento. Tuttavia, il compromesso raggiunto \u2014 con obiettivi spostati al 2035, baseline non definite e ambiguit\u00e0 sulle fonti di finanziamento \u2014 <strong>lascia aperti nodi decisivi per i Paesi pi\u00f9 vulnerabili<\/strong>. Il divario finanziario stimato (circa 310 miliardi di dollari all\u2019anno entro il 2035) e la quota limitata di risorse che oggi raggiunge i Paesi del sud globale richiedono misure pi\u00f9 concrete e tempi pi\u00f9 rapidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le organizzazioni come Humana People to People, la sfida \u00e8 duplice: continuare a implementare interventi di adattamento <strong>guidati localmente<\/strong> e al contempo lavorare con partner tecnici, governi e donatori per tradurre gli impegni negoziali in flussi finanziari accessibili alle comunit\u00e0. I progetti presentati dalla Federazione e dalle sue associate mostrano che <strong>investimenti mirati, formazione e governance locale possono generare impatti concreti <\/strong>sulla sicurezza alimentare, sulla gestione delle risorse naturali e sulla resilienza delle comunit\u00e0 costiere e rurali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso da Baku a Bel\u00e9m ha prodotto una <strong>roadmap politica<\/strong>, ma la sua efficacia dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 degli attori internazionali di <strong>trasformare impegni vaghi in risorse reali e accessibili<\/strong>. In questo contesto, \u00e8 essenziale che i finanziamenti per l\u2019adattamento siano progettati per raggiungere <em>l\u2019ultimo miglio <\/em>\u2014 le comunit\u00e0 e i piccoli agricoltori che pi\u00f9 soffrono gli impatti climatici \u2014 e che il sostegno sia accompagnato da processi di rafforzamento istituzionale e partecipazione locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Humana People to People continuer\u00e0 a portare alle COP e ai tavoli tecnici la sua esperienza concreta, promuovendo soluzioni che mettono le comunit\u00e0 al centro e chiedendo che i meccanismi finanziari riconoscano e facilitino l\u2019accesso diretto delle realt\u00e0 locali. <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Adattamento nelle comunit\u00e0 colpite dalla siccit\u00e0 nell\u2019Africa sud\u2011occidentale<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Si tratta di un\u2019iniziativa quinquennale finanziata dal Green Climate Fund con OSS e ADPP Guinea\u2011Bissau: mira a migliorare la resilienza di oltre 8.500 piccoli agricoltori e prevede 160 parcelle dimostrative che fungeranno da scuole campo per testare pratiche agricole pi\u00f9 resistenti al clima.<br>altre fonti: <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\">ISPI<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.edie.net\/\">Edie<\/a> e <a href=\"http:\/\/Devex.com\" data-type=\"link\" data-id=\"Devex.com\">Devex<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dieci anni dopo l\u2019Accordo di Parigi, il mondo \u00e8 a +1,4 \u00b0C: finanziamenti per l\u2019adattamento e leadership globale restano le sfide aperte. di Federico Turchetti La trentesima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP30) si \u00e8 svolta a Bel\u00e9m, Brasile, dal 10 al 21 novembre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1024,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83,119],"tags":[296,295],"class_list":["post-1019","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agenda-2030","category-cambiamento-climatico","tag-belem","tag-cop30"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1019"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1036,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019\/revisions\/1036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.humanaitalia.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}