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Lettera di Monse, volontaria spagnola in Angola

"Mi chiamo Monse. Vengo dalla Spagna e sono stata formata all'istituto DRH di Lindersvold nell'aprile del 2000. Dopo gli studi, cinque anni per un diploma in economia aziendale e cinque anni di lavoro, avevo già 30 anni. Lavoravo in una multinazionale, un posto anonimo, avanti e indietro dall'ufficio ogni giorno, aspettando il fine settimana per non fare nulla o le ferie per starmene a oziare in spiaggia. Ma io cercavo qualcosa di diverso.

"Avevo sempre pensato di fare qualcosa di simile; volevo mettere le mie capacità al servizio degli altri, dove ce ne fosse bisogno e per una buona causa, non per riempire le tasche di qualcuno. Gli africani non hanno colpa, come non ne ho io se sono nata in un posto come la Spagna, ma sentivo che non potevo starmene lì a dire che non potevo fare niente. Non era colpa mia, ma dovevo fare qualcosa. L'ho fatto, e in cambio ho ricevuto molto di più!

"A dire il vero il mio sogno era di andare in India, non in Africa, ma questo non conta poi molto. Allora pensavo che se non avessi potuto realizzare il mio sogno non ce l'avrei mai fatta e mi vedevo già sessantenne a rimpiangere gli anni perduti. Quindi decisi di lasciare il lavoro, lasciai libero il mio appartamento in affitto vista mare, parcheggiai l'auto, dissi addio a parenti e amici e iniziai quello che sarebbe diventato il più bel periodo della mia vita


"Il Teaching Training College (in portoghese EPF-Escola de Professores do Futuro, scuola dei professori del futuro)

"Non è facile gestire una scuola in Angola, così come nel resto dell'Africa. Le malattie, la situazione economica, la guerra in questo caso… Al tempo stesso, l'Angola ha il più alto tasso di analfabetismo del mondo. Non esistono statistiche recenti, ma le stime dicono che circa il 60% della popolazione non sa né leggere, né scrivere. In questo contesto l'insegnamento è altamente apprezzato. Ma c'è una cronica mancanza di insegnanti. Quelli che ci sono, poi, spesso non hanno che una minima preparazione, inadeguata allo scopo. Oltretutto, la maggioranza degli insegnanti si rifiuta di lavorare nelle zone rurali.

"Il Governo sta compiendo un grande sforzo per alfabetizzare la popolazione sotto i 15 anni di età, ma a causa della guerra trentennale il grosso degli studenti si è visto escludere dal sistema scolastico e ora non sa da che parte incominciare. La EPF non è soltanto una scuola per insegnanti. All'EPF si trova anche un laboratorio pedagogico creato per i nostri studenti e per gli insegnanti della comunità che desiderano frequentarlo. In questo laboratorio si trovano almeno un computer, un televisore con videoregistratore, diversi programmi su CD-ROM, corsi a distanza, video educativi e programmi organizzati su vari argomenti per gli insegnanti locali.

"EPF sta lavorando per impiantare almeno 15 di questi piccoli laboratori. In attesa dell'approvazione definitiva per vari laboratori a Benguela, abbiamo deciso di proseguire da soli e di aprirne uno nostro presso la scuola. Così una parte del mio lavoro è stata quella di andare a incontrare gli insegnanti nelle scuole della zona, presentando loro il laboratorio e invitandoli a frequentarlo periodicamente.

"Per dare una possibilità di frequentare la scuola anche a chi abita nei dintorni e non può venire durante il giorno, abbiamo attivato insieme agli studenti diplomatisi nel gennaio 2001 una scuola serale. Due classi del quinto anno, una per adulti e una per i minori di 15 anni.

"TIP TOP è un elemento del programma dove gli studenti vengono organizzati in gruppi diversi a seconda della materia (TOPic) e attraverso questi gruppi sono responsabili dell'organizzazione e della gestione di una parte della scuola. In questo modo essi sono incentivati a rendersi parte attiva nella gestione della scuola.

"EPF Services: il nostro piccolo business.

Fotocopie, laminati, rilegature, stampa, copia di nastri scolastici o di cd per le scuole: in questo modo raccogliamo qualche soldo da reinvestire in materiale scolastico o per organizzare una gita studentesca al mare.

"Esiste anche un'associazione studentesca che ha lo scopo di mantenere i contatti con gli ex alunni e di scambiare le esperienze vissute, approfittando dei locali e delle strutture dell'EPF.

(...)

"Al Teacher Training College gli studenti diventano insegnanti, ma non solo: essi imparano a essere attivisti, leader, promotori, lavoratori sociali. In pratica, imparano a sviluppare un senso di comunità.

"Non è facile pensare a quale è stata l'esperienza migliore qui. Dipende dal contesto. Potrebbe essere quella volta che ero seduta sotto un cielo meraviglioso oppure tutte quelle volte che ho condiviso sensazioni ed emozioni con altri e anche con i miei colleghi. Oppure quando riusciamo nonostante le difficoltà e la mancanza di materiale a portare a termine i nostri compiti...

"La vita qui non è facile. Le condizioni rendono la convivenza difficile. Differenze di razza, religione, cultura possono essere difficili da capire... Forse l'esperienza più bella è tutto il tempo. Essere in grado di fare qualcosa. Piccola o grande che sia. Perdonare ed essere perdonati. Ecco che cosa ho capito.

"Ho avuto molto, sia in Danimarca che a Benguela. Soprattutto conoscere gente da luoghi e contesti tanto diversi mi ha fatto capire che spesso questi nuovi amici avevano più cose in comune con me di quanto non avessero i miei vecchi compagni di scuola. Sono cresciuta con loro. Ho imparato con loro. E probabilmente non sono cambiata per certi aspetti, ma nel mio modo di pensare sicuramente sì. Impariamo dai nostri errori. Diamo sempre una seconda possibilità. Alcuni grossi problemi possono essere risolti prendendosi un minuto per ascoltare buona musica alla radio. Perdonare ed essere perdonati. E continuerò a perseguire i miei obiettivi. Non posso restarmene a casa ad aspettare che arrivi la felicità. Devo cercarmela. La felicità è fuori da casa mia.

Un saluto da Monse"

 

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